ll Premier Conte presenta il nuovo decreto

Nessuna soluzione all’orizzonte per la Calabria. Nelle ultime settimane i nomi e i commissari si sono succeduti, per poi passare essere trovati inadeguati e infine dimissionari. Ieri nuova fumata nera del Consiglio dei ministri sulla nomina del commissario alla Sanità.

Nessun nuovo commissario alla Sanità

Due nomi in corsa ieri durante l’ultimo Cdm per cercare di risolvere la situazione di emergenza della Sanità calabrese, già in ginocchio e provata ancora di più dall’emergenza Covid-19. In corsa c’erano il direttore dell’Asl Roma 6, Narciso Mostarda, e l’ex prefetto di Firenze e Reggio Calabria, Luigi Varratta.

Stando a quanto rivela AdnKronos Secondo fonti di governo, il Cdm non avrebbe trovato un accordo: “Questa nomina è ormai una maledizione“, avremmo detto un ministro dopo la fumata nera. Intanto spunta un nuovo nome, quello di Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, nome che potrebbe mettere tutti d’accordo, ma certezze per la Calabria non ce ne sono.

I precedenti Commissari

Tre nomine sono saltate nelle ultime settimane. Prima il generale Saverio Cotticelli, il Commissario che non sapeva di dover organizzare un piano anti-Covid. Poi c’è stato il manager Giuseppe Zuccatelli, nome che si è eclissato poche ore dopo la nomina a causa di alcune affermazioni sull’inutilità delle mascherine e infine l’ex rettore Eugenio Gaudio, anche lui durato il tempo di un sospiro.

L’ex rettore aveva annunciato a neanche un giorno dalla nomina di non poter accettare l’incarico per questioni di tipo familiare, tradotto: la moglie non voleva trasferirsi. Il Governo dopo 3 nomine fallimentari si trovava nella bufera tanto che Conte si era dovuto assumere delle responsabilità: Mi assumo tutta la responsabilità di quella scelta, non solo del fatto che la designazione non sia andata a buon fine (ovvero quella di Gaudio, ndr) ma anche la responsabilità delle precedenti nomine”.

Il premier, però, si sentiva di non addossarsela proprio tutta, la colpa: “Mi assumo la responsabilità ma la scelta di Gaudio e quella di Zuccatelli erano state sostenute con il pieno confronto e con la condivisione tra tutti i ministri coinvolti”. Per ora, però, nessuna luce in fondo al tunnel.

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