Cronaca

Omicidio Yara, Massimo Bossetti: “Yara non ha avuto giustizia”

Alla vigilia dell'anniversario della scomparsa di Yara Gambirasio Massimo Bossetti torna a rivendicare la sua innocenza
Massimo Bossetti

Sono passati 10 anni dal 26 novembre 2010, ovvero il giorno in cui la vita della famiglia Gambirasio, a Brembate, venne spaccata in due dal dolore più grande che si possa immaginare: la scomparsa di un figlio.

Yara Gambirasio uscì di casa per una commissione veloce e sarebbe dovuta rientrare in pochissimo tempo: invece sparì nel nulla ed il suo cadavere, in condizioni devastate, venne ritrovato mesi dopo in un campo a pochi chilometri da casa.

Per l’omicidio di Sara è stato condannato in tutti i gradi di giudizio Massimo Bossetti, operaio edile di Mapello. Fin dal suo arresto, avvenuto nel 2014, Bossetti ha sempre dichiarato di essere innocente: in questi giorni, attraverso la voce del suo avvocato, Claudio Salvagni, ha ribadito la sua posizione, con un appello accorato in cui parla del “vero responsabile della morte di Yara“.

Per molti lui è Ignoto 1, il mostro di Brembate, l’assassino di Yara. Attraverso il suo avvocato, ad Adnkronos, arriva però da parte di Bossetti un nuovo, forte, appello all’opinione pubblica: Yara non ha avuto giustizia, io sono dietro le sbarre ma non sono il colpevole”.

Massimo Bossetti si dichiara innocente

In 6 anni, non c’è mai stato tentennamento in questo senso, da parte di Bossetti.

Ogni lettera scritta ed indirizzata ai giornali ed ogni dichiarazione rilasciata ai giudici puntava in un’unica direzione: dichiarare che lui era innocente e che il vero responsabile della morte di Yara era libero di fare la sua vita fuori dal carcere.

Spesso, l’avvocato Salvagni ha riportato che Bossetti punta ad un’assoluzione totale: non vuole sconti di pena, non punta al riconoscimento di attenuanti bensì vuole la totale riabilitazione della sua persona, in nome di quell’innocenza che lui rivendicherebbe dal primo momento: Io non voglio uscire per un cavillo, voglio uscire perché la perizia sul Dna dimostra che non sono un assassino”.

Il riesame dei reperti

Per quanto riguarda la richiesta della difesa di riesaminare i reperti genetici ed alcuni reperti attinenti il ritrovamento del cadavere (in primis i vestiti di Yara), essa è stata più volte negata, sia durante gli anni del processo che dopo. A fine 2019 una nuova richiesta dai legali di Bossetti sembrava essere stata accettata: successivamente i reperti erano stati messi sotto sequestro e, nuovamente e senza dare spiegazioni, la richiesta è stata rigettata nuovamente.

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