anziana con la mascherina

Era la fine di ottobre quando il governo italiano implementava le restrizioni anti-contagio per contrastare la proliferazione del Coronavirus. Nuove misure di sicurezza molto più restrittive per impedire alla pandemia di accelerare. Di pari passo alle nuove misure però sono arrivate anche le sanzioni, previste per tutti coloro che non rispettano le norme in vigore con l’ultimo dpcm firmato.

Covid, mascherina obbligatoria: multe per chi non la indossa

L’andamento dell’epidemia di Covid-19 influenza anche quello delle disposizioni. Se quest’estate la mascherina era obbligatoria perlopiù negli spazi chiusi, da ottobre lo è nuovamente anche all’aperto.

Le sanzioni a riguardo sono numerose e alquanto onerose, dipendenti ognuna dalle diverse ordinanze entrate in vigore localmente. In alcune regioni come il Veneto e l’Emilia Romagna, in mancanza di sufficiente distanziamento sociale tra le persone, non si può togliere la mascherina nemmeno per mangiare e fumare. La multa per chi non indossa la mascherina in questi casi varia dai 400 ai 1.000 euro, senza conseguenze penali.

Mascherina obbligatoria anche in auto: multe dai 500 ai 1.300 euro

La sanzione stessa può però aumentare se la persona, già in contravvenzione, risulta esser già stato punito in precedenza per lo stesso motivo risultando dunque recidivo.

Qualora ad essere sanzionati fossero bambini o ragazzi minorenni, ogni multa sarà a carico dei genitori o dei tutori in base a chi fa le loro veci. Recentemente, inoltre, il dispositivo sanitario è tornato ad essere obbligatorio anche all’interno dell’auto quando si trasporta qualcuno che non fa parte del proprio nucleo familiare. In questo caso le multe vanno da circa 500 a circa 1.300 euro.

Il ricorso e le sue motivazioni

Esistono però casi in cui, ritenendo la multa immotivata o ingiustificata, si può fare ricorso per la sanzione ricevuta.

Situazione però che richiede valide motivazioni e soprattutto delle prove. Qualora la persona multata risulti rientrare in quel gruppo di persone esonerato dall’obbligo, parliamo dunque di bambini o persone affetta da disabilità o malattia incompatibile con l’uso della mascherina, si potrà di fatto procedere con il ricorso. Lo stesso se la multa arriva in un momento in cui la persona che non la sta indossando sta compiendo un’azione per la quale è consentito abbassarla come per l’appunto mangiare, bere o fumare, purché non venga meno il rispetto del distanziamento sociale.

Come procedere con il ricorso

Per far sì che la contestazione sia giudicata valida bisogna anzitutto non aver pagato la multa tempestivamente per usufruire dello sconto. Di fatto, pagando la multa entro 5 giorni dalla sua notificazione si può arrivare a beneficiare di uno sconto pari al 30%. Altra cosa molto importante è raccogliere tutte le informazioni che risulteranno essere necessarie per validare il motivo del ricorso, fornendo così prove a proprio vantaggio. Con tutto in mano si dovrà procedere a presentare il ricorso entro e non oltre i 30 giorni al giudice di pace o entro 60 giorni al prefetto che, in sede decisionale, potranno accettarlo o rigettarlo.

Qualora il ricorso venisse rigettato, non sarà più possibile usufruire dello sconto del 30% e si dovrà pagare la multa interamente.

Approfondisci

TUTTO sul CORONAVIRUS

Mascherina e occhiali: trucchi e consigli per evitare le lenti appannate

Coronavirus e lavoro: a fare le spese dell’emergenza sono le donne