Ilaria Cucchi

È durata 5 ore la deposizione di Ilaria Cucchi, avvenuta ieri nel contesto del processo di depistaggio che vede coinvolti diversi vertici dell’Arma dei Carabinieri.

Nel corso della toccante deposizione la Cucchi ha ripercorso gli ultimi 11 anni, dall’arresto e la morte di Stefano fino al processo Cucchi-bis, raccontando la verità della sua famiglia e le conseguenze subite nei devastanti anni dei processi.

Le immagini di Stefano Cucchi

Ilaria Cucchi parte dalla morte, e dalle foto che sconvolsero l’Italia: quelle del cadavere di Stefano, che mostravano tutta la violenza di ciò che aveva subito.

Mostrare quelle immagini non fu una decisione facile, né inizialmente condivisa da tutta la famiglia: “La decisione di fare scattare e rendere pubblica quella foto fu difficile: dovetti discutere con i miei genitori, mia madre diceva ‘Stefano non avrebbe mai voluto mostrarsi così’ e io le risposi ‘Stefano non sarebbe mai voluto morire così’. Capii che dovevamo dimostrare che Stefano stava bene prima dell’arresto e il giorno del funerale decidemmo di fare scattare quelle foto. Se non lo avessimo fatto non saremmo a questo punto”.

Ilaria Cucchi: “Situazione patrimoniale devastante”

Le ripercussioni che la vicenda processuale ha avuto sulla famiglia Cucchi sono incommensurabili.

I due genitori hanno avuto diversi problemi di salute, ed una famiglia di medio reddito si è ritrovata a doversi occupare economicamente di un processo che è costato centinaia di migliaia di euro: del milione di euro avuto come risarcimento dice che i soldi “sono serviti a vivere, a rimediare ai danni lavorativi e alle spese processuali di questi undici anni. La nostra situazione patrimoniale è devastante. Purtroppo undici anni sono tanti. Quei soldi sono serviti ad andare avanti e non è rimasto più niente”.

Il primo processo: il dramma della sentenza

I processi, inoltre, non sempre -come è noto- hanno portato risultati immediati, anzi: il primo processo ha contribuito per lungo tempo ad annichilire le speranze della famiglia. “A ogni udienza mi dicevo ‘Stefano mio a cosa ti stanno sottoponendo’. Si parlava di tutto fuorché del motivo per cui eravamo lì: della vita di Stefano, della sua magrezza, di che fine aveva fatto la cagnetta, dei rapporti nella nostra famiglia”. Il momento della sentenza fu il più tragico: “La sentenza di primo grado stabilì che la morte di Stefano era da attribuire a una colpa medica.

Amici e parenti degli assolti insultarono e umiliarono la mia famiglia mostrando anche il dito medio.

La famiglia Cucchi oggi: insulti e minacce

Oggi, la vita di Ilaria Cucchi, a posteriori di una sentenza che ha accertato cosa accadde davvero, non è né facile né serena:Subisco attacchi in quantità industriale, continuo a ricevere insulti e minacce social. Ho spesso temuto per l’incolumità mia e della mia famiglia (…) Passo buona parte del mio tempo in commissariato o alla polizia postale per presentare denunce contro chi mi attacca”.

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