Vittorio Brumotti a Verissimo

Vittorio Brumotti si racconta ai microfoni di Verissimo, ospite nel salotto di Silvia Toffanin. Il ciclista e volto noto di Striscia la notizia ripercorre la sua infanzia e la sua adolescenza, segnata da gravi casi di bullismo di cui ha sofferto. “Me ne combinavano di ogni, ero io contro nessuno“, le sue parole.

Vittorio Brumotti a cuore aperto

Il pubblico di Canale 5 ha modo di vederlo nel corso delle puntate di Striscia la notizia, di cui da anni è volto di spicco. Con la sua bicicletta, la sua seconda pelle, ci ha abituati a tenerci con il fiato sospeso grazie alla sua energia e alle sue acrobazie rischiose ma spettacolari.

Da anni, inoltre, è al centro di una serie di servizi del tg satirico in cui documenta lo spaccio di droga nelle principali piazze italiane. Una documentazione che, tuttavia, gli ha costato spesso minacce e aggressioni continue.

Ma, oltre al lato televisivo e ‘sportivo’, Brumotti ha alle spalle un passato doloroso. La sua adolescenza è stata segnata, infatti, da una serie di atti di bullismo perpetrati ai suoi danni dai compagni di classe.

A Verissimo il ciclista ne ripercorre i ricordi.

Ero sempre emarginato, un po’ lo sfigato

Brumotti fa un ritratto di che bambino fosse: “Ero un bambino atipico, sensibile, bastian contrario e devoto ai miei, che facevano sacrifici per me. Vedevo le difficoltà che affrontavano, ma avevo una sensibilità nel capire che facevano sforzi per crescermi e allora volevo a tutti i costi aiutarli“.

Il suo spirito solitario l’ha portato anche a non integrarsi pienamente con il gruppo scolastico. Il ciclista rivela le difficoltà di interagire con i suoi simili: “Non riuscivo a stare con i miei simili, con chi faceva uso di canne.

Io ero sempre emarginato, un po’ lo sfigato perché per essere in linea con i giovani devi parlare un linguaggio da ‘bad boy’. Io invece facevo il chierichetto, mi piaceva stare in classe“.

Gli episodi di bullismo negli anni della scuola

Brumotti prosegue il suo racconto con un aneddoto del passato, che lo riporta con la mente agli anni della scuola: “Nessuno voleva stare vicino a un bambino disabile, avevano tutti paura di sedersi vicino a lui, invece a me piaceva averlo al mio fianco.

Veniva bullizzato e un giorno addirittura i compagni di classe gli piantarono nella mano un compasso per vedere se reagiva. Lui ha fatto dei versi e non riusciva a comunicarlo alle maestre, io allora mi sono alzato in piedi e ho fatto cinema. Ho sempre detto: ‘Denunciamo, stiamo dalla parte dei più deboli’“.

La difesa del suo compagno di banco è stato il pretesto per i suoi compagni per prendere di mira anche Brumotti. Il ciclista, infatti, ha rivelato: “Anche io sono stato vittima di bullismo.

A scuola c’era il gioco della moneta, dovevi fermarla con la testa sennò ti picchiavano. Succede che a 13 anni con una falce si stacca il piede, me la ricuciono e mentre vado sul pullman con la cartella e le stampelle, faccio per scendere e i miei compagni mi tenevano per la cartella. Si chiudevano le porte del pullman e rimanevo 5 o 6 minuti appeso. Me ne combinavano di ogni, perché ero io contro nessuno. Ma non ci posso fare niente, ci sorvolo sopra“.