Patrimoniale: scontro Pd Meloni

Era aprile quando per la prima volta è riaffiorato alla mente uno dei peggiori incubi degli italiani: la patrimoniale.

In piena prima emergenza Covid si iniziava a discutere, timidamente, ma anche a 7 mesi di distanza le parole non hanno saputo migliorare la chiarezza, su cosa sarebbe successo a livello economico e su come, soprattutto, si sarebbe potuto rendere sostenibile un debito pubblico già alto e aggravato dagli interventi per marginare l’emergenza pandemica.

Sono stati Delrio e Melilli a paventare l’idea dell’introduzione di un’imposta patrimoniale, la cosiddetta Covid-tax, con grande imbarazzo del PD che ha preso, in un secondo momento, le distanze, insieme al Presidente Conte.

E oggi si torna a parlare del prelievo patrimoniale con un nuovo emendamento contenuto nella manovra 2021 e appoggiato dal Pd e da LeU. Notizia che ha fatto andare su tutte le furie la Meloni: “Ecco la loro risposta alla crisi, il loro regalo di Natale agli italiani: un furto sui conti correnti”.

L’imposta patrimoniale proposta negli ultimi giorni pare diversa da quella annunciata ad aprile, i cui bersagli erano i conti correnti superiori agli 80 mila euro. L’ultima offerta sarebbe ad andamento progressivo e andrebbe, almeno in via teorica, a sostituire altre tasse, come l’Imu sulle seconde case, l’imposta di bollo sui conti correnti e sul deposito titoli.

 

Sicuramente la situazione sociale ed economica in questo periodo impensierisce i lavoratori privati, gli imprenditori e quindi i mercati. E vanno in questa direzione anche le parole di Visco sul taglio alle pensioni, che più che un’analisi è un vero allarme lanciato come unica alternativa ad una spesa sociale elevata e insostenibile per un Paese come il nostro.

Il prelievo forzoso come facile soluzione

Prendere i soldi agli italiani con un’imposta patrimoniale è davvero l’unica alternativa? E quando si pensa alle soglie da tassare, e ricordiamo che non stiamo parlando di grandi patrimoni, come vorrebbero farci credere, (si parla infatti di patrimoni e non di liquidità bancaria), si tratta magari di chi possiede due case e un lavoro normale, si pensa anche che sono i risparmi di una vita delle famiglie?

O sono i risparmi per avviare un’attività? O i risparmi per l’acquisto di una casa? Perché viene sempre più facile pensare all’aumento delle tasse e mai ai tagli della spesa pubblica in eccedenza?

“Quando si parla di una crisi del debito pubblico, che attualmente non emerge a pieno perché ci preoccupiamo dell’emergenza della pandemia, è naturale pensare a interventi straordinari finalizzati a gestire questa emergenza di finanza pubblica.

Quanto più si ragiona secondo un’ideologia di sinistra e statalista tanto più viene voglia di pensare a risolvere questo problema con un aumento delle entrate straordinarie, in particolare con una tassazione patrimoniale”, mi spiega Riccardo Puglisi, professore associato di economia all’Università degli studi di Pavia.

“Io non ritengo che la probabilità di ciò sia particolarmente elevata perché già il livello di tassazione in Italia è particolarmente pesante e faccio notare, a coloro che propugnano l’introduzione di una patrimoniale e sembrano felici e voler sfruttare l’emergenza Covid per proporre uno spostamento della politica economica ancora più statalista, che in realtà la patrimoniale in Italia c’è già ed è la tassazione immobiliare ordinaria IMU.

A partire dal decreto Salva Italia del 2011 del governo Monti il gettito è passato da circa 10 miliardi della precedente Ici a circa 25 miliardi di euro, poi diminuito a 20 alla luce del fatto che il governo Renzi ha sostanzialmente tolto l’Imu per la prima casa e altre lievi riduzioni.

 

Qualcuno ama pensare che i proprietari di casa diverse dalla prima siano soltanto gli ultra ricchi che è cosa totalmente falsa, in un Paese in cui il mattone è uno delle principali attività finanziarie in cui i cittadini e le famiglie hanno messo i propri risparmi. 

Ridurre della spesa pubblica non vuol dire tagliare lo stato sociale

Ci sono altri strumenti attraverso cui intervenire. Mi preoccuperei più sul lato della riduzione della spesa pubblica corrente, che non è tutta utile per spese sanitarie. Ci sono delle spese improduttive che non vengono cancellate o devono essere dimenticate semplicemente perché c’è la pandemia”.

Nel primo periodo pandemico si è molto polemizzato sui tagli della sanità degli ultimi anni, venuti fuori in modo evidente quando siamo stati sorpresi dall’emergenza sanitaria:

Non bisogna nascondersi dietro ipocrisie ideologiche: la spesa pubblica è elevata in un paese come l’Italia, ma non solo per lo Stato Sociale, che è una grande invenzione del secolo scorso, da mantenere e da preservare, ma da gestire bene.

Lì c’è la maggior parte della spesa, quella pensionistica vale 250 miliardi di euro all’anno da confrontarsi con un PIL che è intorno ai 1700 miliardi e il fatto che ci sia lo Stato Sociale non implica che questo giustifichi spese o trattamenti privilegiati, non giustifica il fatto che le amministrazioni abbiamo delle inefficienze con strutture piramidali rovesciate per cui ci sono tantissimi dirigenti e relativamente poche persone sul campo. Naturalmente non puoi intervenire togliendo cose necessarie o facendo male a persone che hanno un livello di reddito basso che non permette una vita dignitosa. Ciò non giustifica però il dimenticare il lavoro scientifico da poter fare su tutto il resto, altrimenti sospendiamo il discorso perché il tema non si può trattare. 

Quello che io vedo in questo governo, ed era un rischio esistente dal momento in cui è nato, è uno spostamento deciso verso posizioni ideologiche a sinistra novecentesca e statalista.

Governo e M5S: affidatari della volontà dei cittadini

Hai ragione quando dici che era abbastanza prevedibile che questo governo prendesse una determinata posizione: il M5S, vero vincitore delle elezioni sulla carta, è sempre stato un misto tra posizioni anche abbastanza diverse a sinistra e abbastanza forti a destra. Quanto quello che abbiamo adesso rappresenta un governo che va a sinistra per ideologia o quanto lo fa per andare contro a una destra, che nel nostro Paese oggi è sicuramente più forte e più presente, e mi riferisco a dati statistici sul consenso di Zaia e Meloni, mentre a sinistra la percezione che abbiamo è che manchi un vero leader e che il consenso sia da anti destra più che di sinistra:

All’interno del M5S c’è una forte abilità che talora nasconde povertà di idee nel gestire il consenso dentro internet, dentro i social network, a partire dall’esperienza davvero pionieristica di Casaleggio attraverso le intranet aziendali. C’è dell’opportunismo che a mio parere si vede anche nel modo in cui, hai la convivenza di idee di politica e di politica economica di destra e di sinistra.

In aggiunta c’è la questa visione taumaturgica dello Stato in termini di “noi decidiamo e controlliamo per voi che cosa è buono, siamo l’espressione dei cittadini”, cosa che crea un cortocircuito mentale, un po’ alla Rousseau: come è possibile che se siamo il governo dei cittadini e questi protestano contro di noi ?

Quindi ci sono questi meccanismi di consenso, secondo cui il Movimento si sente affidatario della volontà del popolo e quindi si sente forte di questo mandato così potente, e dall’altra parte trova fastidioso che ci sia del dissenso.

Il consenso di Conte

Per la percezione che ho io, anche vedendo sui social l’approvazione che ha Conte o che non abbiamo noi giornalisti nel momento in cui riprendiamo iniziative poco illuminate di questo governo, è un lavoro che riesce loro molto bene, perché Conte ha un consenso che non ricordavo a un Primo Ministro:

Ce l’ha assolutamente, però ritengo che sia decrescente, perché un conto è gestire la fase iniziale della pandemia in cui si instaurano meccanismi di sostegno al governo perché è il nostro governo, è il governo del mio Paese, ma questo tipo di sostegno è temporaneo, è il fattore tempo che conta.

Ora che c’è la seconda ondata non puoi far finta che sei stato preso di sorpresa, non puoi dire che è colpa ancora una volta dei cittadini che hanno fatto i matti quest’estate, poi possono anche aver preso comportamenti irresponsabili, ma la responsabilità in primis è del governo, è il governo che ha gli strumenti coercitivi per spendere i soldi dei cittadini e investire in maggior terapie intensive, nei tracing dei casi, investire in buone tecnologie che contengano la seconda ondata e non può dare la colpa al fatto che i cittadini sono andati in vacanza, quando è il governo Conte 2 che ha introdotto il bonus vacanza con tanta enfasi mediatica.

È molto pericoloso pensare di essere depositari della vera volontà dei cittadini, ecco perché tutto questo pensiero alla Rousseau, lo trovo negativo per il funzionamento di una democrazia rappresentativa, ideologico e assolutamente antiscientifico.

Un Presidente che preferisce Facebook al Parlamento

Come consideri il fatto che il Presidente del Consiglio continui a fare Dpcm, senza quasi passare dal Parlamento? Questo poteva andare bene nella prima ondata, ma dopo il tempo per ascoltare maggioranza e opposizione lo avrebbe avuto. Se si facesse a destra si griderebbe alla dittatura, ma visto che Conte è più orientato a sinistra va bene perché è lo Stato?

Sì, sono assolutamente d’accordo con la tua analisi e dico in aggiunta questo: io lavoro nella ricerca del ruolo nella politica dei mass media, soprattutto americani. La questione è che io trovo che l’influenza del governo sui media a lui vicini è forte e foriera di brutte conseguenze, nel senso che se uno va a vedere Corriere, Repubblica, La Stampa, nei termini di influenza del governo sulla copertura mediatica sono molto vicini al governo in carica.

Due settimane fa per qualche giorno ho confrontato le prime pagine di questi giornali, verso Le Monde e El Pais, stesso periodo, in un momento in cui la pandemia aveva un’andamento peggiore in Spagna e in Francia rispetto a noi e il confronto era preoccupante e impietoso, perché nelle prime pagine online italiane c’erano solo su notizie di Covid, El Pais e Le Monde e altri giornali avevano tante notizie sul Covid, ma tipo la metà. Quindi questo si collega al punto di cui parlavi tu rispetto al consenso, il fatto di usare come una mazza i media, io lo trovo una cosa vergognosa.

La patrimoniale è una questione elettorale

Quanto è affidabile la smentita di Conte rispetto alla patrimoniale e mi riferisco ad aprile quando questa possibilità era stata villantata da Delrio e Melilli?

La questione è elettorale, pur con le scelte strategiche sbagliate dentro il centro-destra, se viene messa una patrimoniale i partiti che l’hanno sostenuta prendono una mazzata elettorale che se la ricordano per più di 5 anni, ma anche perché uno potrebbe dire “era l’unica cosa da fare? Usate la patrimoniale per finanziare tutti i bonus e gli interventi che avete fatto, non sempre con una buona giustificazione?

Viene da chiedersi con l’elargizione di tutti questi bonus come riusciremo a far rientrare il debito pubblico dopo la pandemia?

Il primo meccanismo è quello della crescita. Dobbiamo auspicare che grazie al lavoro degli italiani e delle imprese italiane la ripresa, una volta passati oltre questa seconda ondata, sia a V, già è stata così nel terzo trimestre del 2020, dobbiamo vedere cosa succede nel quarto.

La ripresa a V vuol dire che si ricomincia a crescere, si ritorna ai livelli del PIL pre Covid o molto vicini e poi da quel momento si utilizzano i fondi del Recovery Fund ai fini di crescita e la si ottiene perché si cerca di essere più produttivi e di lasciare spazio all’economia privata con contributo sensato dell’intervento pubblico. Quindi la crescita è la prima cosa, è la prima variabile a cui pensare e nel medio e lungo termine.

Poi devi stare attento di stare dentro l’opinione della Commissione Europea sulla bozza di bilancio italiano alla finanza pubblica. Nel senso che un conto sono gli interventi sugli investimenti sul lungo termine, altro conto sono gli interventi sul taglio delle imposte nel breve termine perché c’è un’emergenza.

Non si può mandare in rovina il bilancio pubblico perché vuoi trasformare, per questioni ideologiche, interventi di breve termine o una tantum in interventi strutturali, perché se fai così crei deficit strutturale, quindi un divario strutturale tra spese che sono largamente superiori alle entrate che è il primo meccanismo contabile, attraverso cui si crea debito pubblico. 

La pandemia non giustifica il fatto che le leggi economiche spariscano e vengano introdotte le nuove leggi economiche, questa è un’idiozia.

Una delle frasi che mi fa più arrabbiare è: nulla sarà più come prima. A parte il senso della fisica, per cui tutto va in entropia, per cui ogni momento non è uguale a quello precedente, ma dire che tutta quanta la struttura economica e sociale cambi radicalmente e per sempre per colpa della pandemia o è un’idiozia oppure è una strumento retorico per indurre dei cambiamenti che tu vuoi e che non sono necessari e qui vedo delle tentazioni neanche tanto nascoste del governo e delle compagini che lo sostengono.

Recovery Fund, Mes e Mes light

Perché il governo ha mostrato una posizione contraria molto forte verso il Mes e il Mes sanitario o light, preferendo i Recovery Fund? L’opposizione e soprattutto Berlusconi erano favorevoli al Meccanismo Europeo di Stabilità:

Ottima domanda. Questo si connette anche alla dinamica futura dal punto di vista parlamentare, cioè cosa succederà alle forze politiche che vorranno sostenere questo governo o una variante di questo o un’altro governo. 

Anche perché adesso strizzano un po’ tutti l’occhio a Berlusconi:

Anche io ho avuto periodi in cui non sprizzavo simpatia per Berlusconi, ma in questo momento si presenta come una persona ragionevole e interessata, forse anche per l’età, a una sensata gestione della cosa pubblica, quindi questa è benvoluto da molte componenti dell’attuale maggioranza di governo.

L’idea è che il Mes sanitario potrebbe dare prestiti a lungo termini con tassi molto bassi per 35-37 miliardi di euro all’Italia, quindi un importo ragguardevole rispetto al PIL, questo viene visto come un aiuto dall’Unione Europea, secondo questa logica cattiva del prestito, come se nell’economia non esistessero i prestiti, come se lo Stato italiano non si facesse prestare i soldi, oltre che per sentimenti sovranistici antieuropei una parte importante del M5S e qualcuno dentro il PD.

Di nuovo una posizione ideologica che va ad influenzare le valutazioni pragmatiche ed economiche e tornando al discorso di Berlusconi qui si vede in buona luce l’atteggiamento pragmatico e se vuoi opportunista, perché c’è un’opportunità politica in questo momento.

Il Recovery Fund ha tempi più lunghi, lato Mes light nessuno di obbliga a chiedere 37 miliardi, te ne puoi far prestare quanti vuoi, senza particolari isterismi pubblici.

Soldi, soldi, soldi

Quello che è poco chiaro è proprio la scelta politica che è stata fatta: posso capire mettere da parte il Mes, perché si pensava ad un forte impatto decisionale sulla politica interna da parte degli Stati membri, ma il Mes Light non prevede la possibilità di questo tipo di intervento, con tassi di prestito quasi pari allo zero, e i fondi erano già pronti oggi. Mentre il Recovery Fund è vero che parte dei prestiti sono a fondo perduto, e altra parte dobbiamo restituirli sempre a tassi agevolati, ma non sono pronti. Cosa ha spinto il Governo a questo scelta?

A mio parere c’è una valutazione di ordine politico che va nella direzione sovranista e valutazioni di ordine economico fallaci, secondo cui i prestiti non vanno bene. Si aggiungono poi questioni di politica interna ai partiti e nei rapporti tra partiti con un eventuale vantaggio lasciato alla Lega, per cui si è scelto di andare verso l’utilizzo di Next Generation Eu e non Mes Light.

Ci potrebbero essere problemi parlamentari qualora ci fosse bisogno di usare il Mes sanitario e allora si potrebbero vedere dei cambi di maggioranza e questo immagino non verrebbe preso in modo positivo dall’attuale Presidente del Consiglio. 

Dall’altra parte c’è anche un aspetto mediatico rilevante che consiste da parte del governo di focalizzarsi sulla pandemia e sui fondi che devono arrivare dall’Europa, Recovery Fund, per non parlare della gestione durante la fase buona dell’estate. Gli investimenti necessari per gestire quello che poteva succedere con priorità piuttosto elevata in autunno è una responsabilità del governo e quindi parliamo d’altro, un meccanismo di consenso che assomiglia alla censura molto efficace, noi lo chiamiamo l’Agenda Bias: io cambio l’argomento e se i media sono piacenti fanno il mio gioco.

Non parliamo del fatto che Speranza scrive un libro in cui dice che abbiamo risolto la pandemia e raddoppiato le terapie intensive e in realtà poi il tracing non funziona, Immuni funziona poco perché le persone temono di essere blindate in casa perché non hai nessuna garanzia sui tempi di un tampone, non parliamo di questo che era la responsabilità del governo, parliamo d’altro.

Dovere dei mass media è invece fare il cane da guardia su cosa il governo ha fatto e non fatto. Starei anche attento a questa specie di esca per cui si parla, ci si lamenta delle cattive gestione dell’Unione Europea sui veti del Consiglio Europeo per non parlare di questioni interne.

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