gimmy gianmarco pozzi

La seconda perizia sul corpo di Gianmarco “Gimmy” Pozzi ha dato risposte ed esiti che cambiano radicalmente le carte in tavola, nelle indagini in corso.

Perde considerevole forza la tesi della caduta accidentale: dalle ultime analisi sul corpo sarebbero state evidenziate lesioni non compatibili con la caduta, e che il ragazzo avrebbe riportato prima della morte. Si fa dunque strada l’ipotesi dell’aggressione, che da mesi la famiglia porta avanti e sostiene come versione più probabile di quanto accaduto.

Le lesioni trovate sul corpo

L’avvocato Fabrizio Gallo, che assiste la famiglia Pozzi, dichiara ormai con una discreta certezza che la famiglia ora più che mai crede nella tesi omicida.

“Non si può più credere all’ipotesi di una caduta accidentale” ha dichiarato Gallo a Il Corriere della Sera.

A quanto pare prima di cadere nell’intercapedine, il corpo di Pozzi sarebbe stato aggredito al punto di procurargli fratture di costole e clavicole, colpi su tutto il corpo ed addirittura lesioni inferte con un’ancora da vite. La perizia ha fatto emergere inoltre segni di asfissia, forse provocati da un tentativo di soffocamento.Quelle lesioni sono incompatibili con la caduta” racconta ancora l’avvocato Gallo  “non capiamo come sia stato possibile non capirlo fin dall’inizio: peraltro al cadavere non è stata presa la temperatura, e quindi non è possibile capire con certezza l’ora della morte”

Negli ultimi giorni si è tornati dunque al punto di partenza, riascoltando i “protagonisti” di questa vicenda: i coinquilini e amici di Gimmy, in primis, e poi l’equipaggio del 118 che arrivò per primo sul posto, a quanto pare guidato da una chiamata di non si sa ancora chi abbia effettuato alle 9 di quella mattina.

Verranno inoltre effettuate ulteriori perizie su alcuni reperti ritrovati nel costume di Jimmy, e che fanno pensare a un depistaggio: alcuni mozziconi di sigaretta ed uno scontrino di una farmacia di un acquisto di mannite, ovvero una sostanza da taglio.

L’ipotesi sul movente

Per il legale e per la famiglia è ora possibile sostenere l’ipotesi che Gimmy sia stato aggredito, che abbia cercato di fuggire e che sia rimasto ucciso. Ancora dubbi su un movente, anche se Gallo chiarisce: “Il cerchio è abbastanza stretto e qualcosa si sta muovendo nel senso giusto.

Era ora. Non possiamo escludere che l’omicidio di Gimmy sia avvenuto per profondi screzi in ambito lavorativo”.

Pozzi, infatti, era arrivato a Ponza da poco e lavorava nella sicurezza di un locale, il Blue Moon. Per lavorare sul posto aveva affittato un appartamento a Santa Maria, insieme ad altre 3 persone: sulle relazioni con queste e su quanto potrebbe essere accaduto in quei giorni al lavoro si sta ora indagando.

Approfondisci:

Gimmy, morto a Ponza lo scorso agosto: avanza l’ipotesi dell’omicidio

Mistero a Ponza: ritrovato il corpo di un ragazzo senza documenti