Iniezione di un vaccino nel braccio di una bambina

Il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri ha recentemente dichiarato che entro l’estate 2021 l’Italia potrebbe raggiungere l’immunità di gregge, che nel caso del Covid 19 è rappresentata da un minimo di 42 milioni di individui vaccinati.

L’argomento dell’immunità di gregge, divenuto estremamente discusso a inizio anno quando il governo inglese sembrò intenzionato ad abbracciarne la natura come unico strumento di difesa dalla Pandemia, torna ora in auge.

L’immunità di gregge è infatti un concetto strettamente legato alla produzione e diffusione di un vaccino contro la patologia, ma come esattamente funzioni può essere talvolta difficile da comprendere agli occhi dell’opinione pubblica.

Arcuri, a Il Fatto Quotidiano, ha dichiarato: Abbiamo già la discreta certezza di 38 milioni” di dosi di vaccino (…) e la Ue sta negoziando altre 13,5 milioni di dosi di Pfizer e e 10,8 di Moderna”.

Per il Covid-19, sul territorio italiano, si è definito una soglia per l’immunità di gregge pari a 42 milioni. 

La cosiddetta “soglia minima” è un numero, che nasce dal rapporto tra il numero di cittadini e la percentuale di questi che sono immuni al virus, che può variare da virus a virus, a seconda delle caratteristiche dello stesso, nonché dalla densità di popolazione e dal numero di persone totale.

Come funziona l’immunità di gregge

Cosa significhi immunità di gregge è presto detto: una comunità (ovvero il “gregge”) sviluppa un’immunità al virus nel momento in cui il numero di individui immuni, perché vaccinati, è tale da garantire una protezione anche a coloro che non possono sottoporsi a vaccino: individui a rischio, persone malate o bambini troppo piccoli per essere vaccinati, ad esempio.

Una volta che la soglia minima di persone vaccinate viene raggiunta, la catena dell’infezione viene interrotta: il virus, anche qualora si trovi in un individuo, trova una tale difficoltà a passare ad un altro individuo esposto da non potersi, di fatto, diffondere.

Raggiungere la HIT (Herd Immunity Threshold, ovvero immunità di gregge) può significare limitare o addirittura debellare un contagio e, in passato, ha garantito la scomparsa di diverse malattie. Una di queste è stata il vaiolo, che a seguito delle campagne vaccinali messe in pratica in tutto il mondo, venne ufficialmente dichiarato eradicato nel 180 dall’Oms.

Immunità di gregge: la formula matematica

La formula matematica di base per calcolare la soglia minima che garantisce l’immunità è: 1 − 1/R0 laddove R0 è il valore che indica quante persone vengono contagiate da ogni infetto. Se il valore, ad esempio, è 3, vuol dire che ogni persona infetta contagia in media 3 persone. Seguendo la formula matematica, 1-1/3 equivale a 67% di persone che devono essere vaccinate affinché si abbia immunità di gregge. 

Fattori che influenzano l’immunità di gregge

L’immunità di gregge, come anticipato, si calcola come percentuale di individui che devono essere vaccinati, sul totale, per garantire protezione a tutta la popolazione.

Tale percentuale varia da virus a virus per via di molti fattori: il metodo di trasmissione è forse il fattore più influente, perché determina spesso anche la velocità di propagazione del virus. 

Tra gli altri fattori fondamentali che determinano l’efficacia di un vaccino e, di conseguenza, il numero di persone vaccinate necessario a proteggere l’intera popolazione, ci sono: la durata dell’immunità, la capacità del vaccino di proteggere il vaccinato e anche di bloccare il contagio attraverso di lui, la natura eventualmente stagionale di un virus (primo problema per i virus influenzali, ad esempio) e l’età a cui viene vaccinato l’individuo.

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