rosina cassetti

Arianna Orazi, figlia della defunta Rosina Carsetti, è tornata al lavoro. Nonostante l’accusa di omicidio volontario che pende sopra il suo capo dopo la morte della madre, avvenuta -secondo la versione dei famigliari- per una presunta rapina, la Orazi continua a dichiararsi innocente, mentre da autopsia e dai primi sopralluoghi arrivano nuovi elementi.

La versione dei famigliari: la presunta rapina

Arianna Orazi, il padre Enrico ed il nipote Enea Simonetti sono stati iscritti al registro delle indagini con accuse di vario titolo: la donna è accusata di omicidio, gli altri due di favoreggiamento.

Gli ultimi elementi emersi -tra cui la testimonianza delle operatrici del centro SOS Antiviolenza, che hanno parlato con la vittima pochi giorni prima della morte- hanno portato a formulare anche le accuse di maltrattamenti domestici.

Arianna Orazi: “Io posso girare a testa alta”

Eppure, Arianna Orazi rivendica la sua totale innocenza ed ha anche deciso di riaprire l’attività di famiglia, un negozio di autoricambi. Il Resto del Carlino l’ha raggiunta in negozio, dove la donna ha rilasciato alcune riluttanti dichiarazioni. Danti allo stupore di chi si chiede come mai abbia deciso di riaprire il negozio, la donna risponde: “Ma secondo lei, se avessi avuto qualcosa da nascondere, starei qui?

Io posso girare a testa alta, perché so di essere nel giusto.

Non rilascia dichiarazioni sul suo stato di salute né su quello del padre, e non parla di eventuali lesioni, nonostante dica che sono stati entrambi picchiati dal rapinatore: “Non posso dire niente”, risponde, e poi racconta la presunta aggressione: “Quello che ho detto è tutta la verità. Era un solo rapinatore. Io e mio padre siamo stati legati e picchiati.

Come è avvenuta l’aggressione? Non lo posso dire, non mi va. Sono a pezzi. Oltre al dispiacere per la morte di mia madre, dobbiamo subire pure tutto questo. Spero finisca presto. Il modo in cui ci accusano è davvero brutto. Non conta la violenza che abbiamo subito noi?”.

Orazi termina parlando delle indagini, dicendo che aspetta che gli inquirenti si concentrino sulla ricerca di un rapinatore: “Lo vedremo se non esiste, magari quando troveranno qualcosa, perché al momento non mi pare si siano impegnati tanto”.

Il sopralluogo: segni compatibili con l’effrazione

Andrea Netti, nuovo legale dei famigliari di Rosina Carsetti, si è dichiarato soddisfatto del sopralluogo di due ore fatto nella villetta di Montecassiano.

A quanto pare sono stati trovati segni compatibili con un’effrazione a una finestra, presumibilmente procurati con un cacciavite. “Le verifiche non sono concluse” specifica Netti a Il Resto del Carlino “torneremo sicuramente con la scientifica per completare i rilievi. Non mi sbilancio, ma sono emersi elementi eccellenti, dal mio punto di vista. È chiaro che il rapinatore è passato dal retro. Abbiamo indicato alcuni elementi probatori che sono stati acquisiti dai carabinieri come reperti a discarico molto importanti.

Nomineremo il nostro consulente”.

Intanto, dall’autopsia non emergono elementi ufficiali, ma è trapelata l’ipotesi di soffocamento, anche se sembrerebbe che non ci siano segni di strangolamento.

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