spostamenti covid

Finita l’attesa che ha alimentato la frenesia di questi giorni di ignoranza nei confronti di quale sarebbero state le decisioni del Governo in merito alla partizione in zone “gialle”, “arancioni” e “rosse” dell’Italia. Di questa sera la notizia, confermata attraverso i canali ufficiali dal ministro della Salute Roberto Speranza, di come funzioneranno le zone e quali sono le regioni soggette a restrizioni anti contagio fino al prossimo 15 gennaio.

Covid, 5 Regioni rimangono “arancioni” dall’11 al 15 gennaio

Continua a persistere in Italia, come una delle misure per contrastare la proliferazione incontrollata del Coronavirus, il metodo per livelli che suddivide l’Italia in zone in relazione all’indice di contagio.

Sinora di certo si sapeva che nelle giornate del 7 e dell’8 gennaio l’Italia intera sarebbe stata “gialla” – non il classico giallo ma un giallo per così dire “rafforzato”, caratterizzato da regole più stringenti – mentre il weekend del 9 e del 10 gennaio sempre l’intera Penisola sarebbe stata “zona arancione”, con regole che già sono state rese note nel Dpcm firmato lo scorso 3 dicembre.

Divieti e obblighi dall’11 al 15 gennaio

Non è più un’incognita però il destino dell’Italia dall’11 al 15 gennaio, scadenza dell’attuale “decreto-ponte” volto a contenere la situazione in attesa di sapere quali saranno i dati registrati all’indomani delle Festività appena concluse.

Così rende infatti note le decisioni prese dal Governo Roberto Speranza, ministro della Salute: “Ho firmato una nuova ordinanza che porta in zona arancioni le regioni Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto“. Quanto al resto dell’Italia invece, le regioni sono state classificate “gialle”.

roberto speranza tweet
Il tweet di Roberto Speranza, ministro della Salute. Fonte: Twitter

Vietati gli spostamenti tra regioni, permane il coprifuoco

L’ordinanza è stata emessa alla luce dei dati arrivati dalle Regioni e che hanno evidenziato uno stato d’allerta nelle regioni interessate dalla zona “arancione”.

Sfatata dunque l’ipotesi di nuove zone “rosse”, come si presupponeva al principio soprattutto per Lombardia e Veneto. Si sottolinea come però saranno i dati che arriveranno a confermare o a far cambiare idea al Governo che al momento si è pronunciato in maniera definitiva solamente sulle misure che “scadranno” il venturo 15 gennaio, termine ultimo delle attuali misure di sicurezza.

Sia per quanto le regioni “gialle”, sia per le regioni “arancioni”, permane il divieto di spostamento verso una regione o una provincia autonoma diversa dalla propria eccezion fatta per casi di lavoro, salute o necessità. Sempre garantito e consentito il ritorno presso il luogo di residenza, domicilio o abitazione ma esclusa la possibilità di muoversi verso le seconde case. Permane il “coprifuoco” dalle 22:00 alle 5:00 del mattino.

Approfondisci

TUTTO sul CORONAVIRUS

Vaccino Moderna: come funziona e quante dosi arriveranno in Italia

Michele Emiliano: “Nessuno studente è obbligato ad andare a scuola”