Giuseppe Conte seduto in ufficio

Ore fondamentali per la tenuta del Governo di Giuseppe Conte. Sul banco c’è infatti l’ultima bozza del Recovery Plan da 222 miliardi di euro, che verrà discusso nel corso del prossimo Cdm. Ad agitare le acque, però, arrivano ancora una volta le parole del Ministro Teresa Bellanova, che sanno di chiusura definitiva a questa esperienza di Governo.

Bellanova a Conte: “Il tempo è scaduto

Il cerchio si sta stringendo attorno a Giuseppe Conte. Il premier deve infatti fare i conti con i malumori e le pesanti parole di Italia Viva, partito di Matteo Renzi che fa parte della maggioranza.

Già da tempo infatti lo scenario di una crisi di governo ha portato a considerare possibili rimpasti e “la testa di Conte”, e sembra che anche dopo la diffusione della bozza del Recovery Plan gli animi non si siano calmati.

Tra tutti, il malcontento emerge prepotentemente dal Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, anche capodelegazione di Iv. In un’intervista a Il Tempo ripresa da numerose fonti, arriva la bordata forse decisivia. “Per noi il tempo è scaduto. Conte ha il dovere della mediazione politica e della sintesi.

E deve dire che idea di Paese ha, su quali scelte indebitare i nostri figli ed i nostri nipoti” sono le sue parole. Poi, la Bellanova prosegue: “Il Premier per primo dovrebbe prendere atto che questa esperienza è al capolinea e dirci quindi se siamo in grado di fare un restart. Per noi essere all’opposizione dai banchi del Parlamento non è un problema“.

Le richieste di Italia Viva

In un’altra intervista al Messaggero, la Bellanova non cambia toni e, anzi, dà un chiaro segno di quanto labile sia al momento la tenuta del Governo Conte bis.

Non abbiamo mai fatto né una questione personale, né tantomeno di nomi, si figuri ora – ha detto – A noi va bene chiunque sarà in grado di garantire quella discontinuità che chiediamo ormai da mesi“.

La Bellanova poi aggiunge: “Se è lo stesso Conte, o qualcun altro, esito di una nuova sintesi tra le forze di maggioranza, tutto sommato poco cambia rispetto all’enorme posta che è in gioco“. Per questo, la priorità ora è al Cdm e al Piano Recovery, tuttavia “se il Piano puntuale non dovesse arrivare almeno 24 ore prima del Cdm, allora evitassero di convocarmi“.

Conte “asserragliato nella torre d’avorio

In un altro duro passaggio, la Bellanova attacca personalmente il premier: “Saggio sarebbe se invece di restare asserragliato nella sua torre d’avorio il presidente del Consiglio prendesse atto che questa esperienza di governo è conclusa e provasse a capire se si è in grado, tutti quanti e a partire da lui, di riscrivere un nuovo patto di governo“.

Fondamentali diventano ora le prossime ore e soprattutto il Cdm previsto ora per martedì prossimo.

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