Donald Trump

Si fa sempre più cupo il futuro dell’ormai prossimo ex Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, gli scioccanti fatti di Capitol Hill sono ancora ben fissi nella memoria e non sembra che, come si suol dire, sia passato tutto con la rivolta. Quanto accaduto nelle aule del congresso ha sconvolto non solo l’opinione pubblica statunitense, bensì quella di tutto il mondo, che ha gridato ad un attacco alla democrazia.

La speaker della Camera Nancy Pelosi è tornata alla carica, e questa volta sembra decisa a portare a termine l’obiettivo dell’impeachment (fallito dopo l’Affaire Ucraina).

La Dem inoltre non ha dubbi sul fatto che Trump sia ormai incapace di intendere e di volere e non idoneo a possedere la valigetta contenete i codici nucleari. Intanto sono arrivati i primi provvedimenti: la sospensione per due settimane da Facebook, il ban eterno da Twitter sia con il suo account privato sia con quello presidenziale (Potus).

Impeachment per Trump

Ci eravamo già passati nel settembre 2019 ed eccoci di nuovo qua. Donald Trump a rischio di procedura di Impeachment a 11 giorni dalla fine del suo mandato.

Mentre lui ha già annunciato che non presenzierà al passaggio di consegna il 20 gennaio, con sommo sollievo di Joe Biden che ha ribadito che non sarà il benvenuto a differenza del vice di Trump, Mike Pence, Nancy Pelosi riprende da dove ha lasciato ed è pronta a dichiarare battaglia.

Se il piano dei Dem dovesse entrare in porto, per Donald Trump sarà impossibile la ricandidatura nel 2024, come lui stesso ha già annunciato.

Cos’è l’impeachment

L’impeachment è la messa in stato d’accusa del Presidente o di chiunque ricopra cariche pubbliche, in caso le autorità ritengano siano stati commessi illeciti nel pieno dell’esercizio delle funzioni pubbliche.

La procedura è regolata dalla sezione 4 dell’articolo 2 della Costituzione, che prevede la rimozione dall’incarico, un processo con rischio di condanna per tradimento, corruzione… Il Congresso è l’unico ente che può avviare la procedura tramite voto. Nel dettaglio, dopo il voto è prevista la stesura di un documento con tutte le accuse che deve essere approvato dalla Camera per poi passare al Senato che avrà l’ultima parola. Per confermare l’impeachment, le votazioni devono essere 2/3 a favore per passare.

In caso di approvazione, il soggetto sottoposto ad impeachment sarà interdetto dal pubblico servizio, senza possibilità di ricorrere in appello. In questi giorni si è anche sentito parlare di ricorso al 25esimo emendamento, ovvero la rimozione del Presidente dal suo incarico dopo che il vicepresidente e buon parte del governo lo accusano formalmente di inadempienza e un passaggio di potere al vice-presidente.

Il procedimento di impeachment può colpire anche un Presidente uscente, in quanto l’importante è che sia formalmente avviato mentre questi è ancora in carica. Ecco perché lunedì 11 gennaio Nancy Pelosi potrebbe riunire le Camere e avviare la procedura.

Le accuse a Donald Trump

La CNN ha riferito che il documento contenente le accuse è già stato scritto e riporta l’accusa più grave al Presidente, quella di incitamento all’insurrezione in merito ai fatti del 6 gennaio 2021. Nel testo, Trump viene definito un pericolo per la Democrazia, la Costituzione e per la sicurezza nazionale. È stata la stessa speaker della Camera Nancy Pelosi a definire in primis Trump incapace di intendere. La Pelosi ha riferito di aver parlato con Mark Milly, Capo degli Stati Maggiori riuniti, per chiedergli di togliere a Trump la valigetta nucleare come misura precauzionale ed evitare che Trump dia inizio ad ostilità militari o abbia accesso ai codici per ordinare attacchi nucleari.

La situazione con questo Presidente folle non potrebbe essere più pericolosa” ha fatto sapere la Pelosi ai deputati.

Biden non è d’accordo

Il neo-eletto Presidente Biden ha lasciato però intendere di non essere troppo favorevole all’impeachment. Una decisione, questa, che potrebbe rivelarsi rischiosa per la sicurezza del Paese. Parlando alla CNN, Biden ha detto chiaramente che la decisione spetta al Congresso; da parte sua ha affermato: “È da tempo che ritengo che Trump non sia idoneo per l’incarico.

Per questo mi sono candidato. Tra 12 giorni, se Dio vorrà, sarò presidente degli Stati Uniti. Sono concentrato sul virus, sul vaccino e sulla crescita economica. Spetta al Congresso decidere cosa fare. (…) Noi faremo il nostro lavoro, il Congresso può decidere come procedere con il proprio”.

Tutti contro Trump

Donald Trump è ormai alle strette, dopo la sospensione da Facebook, è arrivato il blocco a vita da Twitter. Il Presidente si trova al centro della bufera mediatica; nella giornata di venerdì hanno fatto discutere le immagini condivise dal figlio Eric, che mostrano Trump e il suo entourage intenti a guardare gli avvenimenti a Washington ascoltando in sottofondo Gloria di Laura Branigan.

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