Il premier Giuseppe Conte

Pronta la nuova bozza del Recovery Plan che andrà all’esame del Consiglio dei ministri fissato per le 21.30 di oggi, 12 gennaio. Il piano, fa sapere il Governo, è stato “rielaborato all’esito del confronto con le forze di maggioranza sulla base delle varie osservazioni critiche da queste formulate” ed è stato inviato ai titolari dei vari dicasteri. In 171 pagine, 47 linee di intervento sulla base dei 222,9 miliardi da destinare a diversi settori per sostenere il Paese in questo orizzonte di emergenza Covid.

Recovery Plan: la nuova bozza inviata ai ministri

Abbiamo consegnato al Presidente Giuseppe Conte la nuova bozza del Recovery Plan.

In oltre 170 pagine sono esposte le strategie, i progetti, le risorse per far ripartire l’Italia. Ora nel Governo, in Parlamento e nel Paese si apre la fase di analisi, miglioramento, decisione“. Sono queste le parole spese su Twitter dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, per annunciare l’invio del documento che andrà all’esame del Cdm nella serata di oggi, 12 gennaio. Nell’architettura delle 47 linee di intervento inviate da Mef e Palazzo Chigi al vaglio del Cdm, prima del passaggio in Parlamento, si innesta un aumento dei fondi per capitoli quali istruzione, ricerca, digitalizzazione, innovazione e cultura.

Le risorse del piano ammontano a 222,9 miliardi, 144,2 dei quali destinati a nuovi progetti. Sommandovi i soldi della programmazione di bilancio 2021-26, riporta Ansa, si arriva a un totale di 310 miliardi di euro.

Soddisfazione dal ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, che ha commentato la nuova bozza in questi termini: “Sono soddisfatta perché è stata accolta la mia richiesta di destinare più fondi alle politiche del lavoro. Ci sono 7,1 miliardi di euro: 3,1 per le politiche attive, 3 per la realizzazione del Piano nazionale per le nuove competenze, 600 milioni per l’apprendistato duale e 400 milioni per il sostegno all’imprenditoria femminile.

Oltre a questo, ci sono anche circa 4,5 miliardi per il finanziamento della fiscalità di vantaggio per il Sud e per le nuove assunzioni di giovani e donne. Un ingente investimento nel capitale umano, leva fondamentale per la ripartenza del Paese“.

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Cosa contiene il piano da 222,9 miliardi

Nella bozza che approda in Consiglio dei ministri, secondo quanto riportato, una previsione di spesa di 25 miliardi per il 2021 e un impianto a binari multipli per traghettare l’Italia fuori dalla crisi.

Tra questi, digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale, e questioni come giovani, donne e Sud.

Per la sanità si prevede un totale di circa 20 miliardi (sarebbero esattamente 19,72), 28 miliardi al capitolo scuola. Rispetto alla prima architettura del Recovery ci sarebbero alcuni cambiamenti, come l’incremento dei fondi per istruzione e ricerca (che passerebbero da 27,91 a 28,49 miliardi), e di quelli per digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (da 45,86 a 46,18 miliardi).

In testa le risorse da destinare a Rivoluzione Verde e Transizione ecologica (68,9 miliardi), a infrastrutture per la mobilità sostenibile (31,98 miliardi), per l’inclusione e la coesione (21,28 miliardi). Per l’agricoltura 6,3 miliardi.

Il nodo governance e le riforme

Stando al testo riportato da Ansa, resterebbe da sciogliere il nodo della governance, di fatto rinviato: “Il Governo, sulla base delle linee guida europee per l’attuazione del Piano, presenterà al Parlamento un modello di governance che identifichi la responsabilità della realizzazione del Piano, garantisca il coordinamento con i Ministri competenti a livello nazionale e gli altri livelli di governo, monitori i progressi di avanzamento della spesa“.

Il piano, emerge nelle ore che precedono il Cdm, sarebbe accompagnato da una serie di riforme tra cui quella della giustizia e quella dell’Irpef con “la riduzione delle aliquote effettive sui redditi da lavoro, dipendente ed autonomo, in particolare per i contribuenti con reddito basso e medio-basso, in modo da aumentare il tasso di occupazione, ridurre il lavoro sommerso e incentivare l’occupazione delle donne e dei giovani“.

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