Gaudiano

Una costante positività e una ricerca della felicità vissuta “alla giornata”: intervistato da The Social Post, il giovane artista Gaudiano, prossimamente sul palco del Festival di Sanremo 2021 in gara nella categoria “giovani”, si racconta. Dal brano scelto da Amadeus, molto intimo e personale, al sogno di continuare a formarsi e studiare per affermarsi nel mondo musicale.

Luca Gaudiano, in arte solamente Gaudiano, è uno degli 8 giovani che hanno ottenuto il pass per la prossima – e ancora instabile – edizione del Festival di Sanremo 2021. Con la sua Polvere da sparo, un brano molto intimo in cui racconta del padre purtroppo scomparso, il cantante è pronto a farsi conoscere al grande pubblico.

Gaudiano e il sogno del Festival: “Non mi aspettavo nulla

Come stai vivendo questo momento ora che il Festival è sempre più vicino?

Sto cercado di non pensarci troppo perché sarà già di per sé molto intenso. Sto cercando di vivere giorno per giorno cercando sempre nuove cose da fare perché altrimenti rischiamo di soffermarci troppo sul Festival e poco sulla creatività che è alla base di tutto.

Te lo saresti mai aspettato di riuscire a salire un giorno sul palco dell’Ariston?

Assolutamente no, non mi aspettavo nulla.

L’intento era quello di fare bene quello che mi piace anche se confesso che è un po’ il sogno di chiunque fa questo nella vita, per chi ha la passione per la musica c’è sempre il desiderio di avere un’opportunità così importante. Io ho percorso la strada in quella direzione e poi fortunatamente le cose sono andate molto bene e so che sono stato fortunato perché ci sono tantissime persone con lo stesso desiderio che però non lo vedono realizzato sebbene si tratti di grandi e validi talenti.

Quando è arrivata l’ufficialità della notizia cos’è successo dentro di te? Che emozione hai provato?

Non ho ancora realizzato davvero. Dentro di me c’è tanta felicità per il coronamento di un progetto che è partito da zero, dalle mie canzoni, ed è passato nelle mani di persone che hanno creduto in me. È stato tutto molto veloce e sono ancora fresco di tutte le emozioni derivate dalla consapevolezza di essere a Sanremo, sono ancora in piena adrenalina.

Al Festival con un brano dedicato al padre scomparso

Il brano con cui parteciperai è molto personale, cosa significa per te presentare al Festival proprio Polvere da sparo?

Significherà farsi conoscere bene per quello che si è, in un ambiente così importante penso sia doveroso presentare una canzone che parli di sé, che racconti una storia strettamente legata al concetto di verità.

Bisogna avere il coraggio di raccontare storie vere, di mettersi a nudo.

Tra i futuri giovani partecipanti al Festival come te c’è qualcuno che stimi particolarmente o con cui avresti piacere in futuro di collaborare?

Abbiamo avuto modo di conoscerci sotto il profilo musicale e ognuno di loro ha delle carte interessanti e vincenti per la propria carriera, anche in ottica di condivisione. Non credo tanto nel concetto di collaborazione decisa a tavolino quindi mi auspico di far venire fuori le canzoni e le collaborazioni sempre da processi creativi.

Ho trovato un’anima profondissima in Jacopo de Le Larve, che ora non fa più parte degli 8 di Sanremo Giovani: ho avuto modo di conoscerlo bene ed è un cantautore veramente fantastico. Ho legato tanto con Avincola perché siamo partiti entrambi con Leave ma lo stesso vale per Wrongonyou, Greta, sono tutti veramente bravi.

E invece per quanto riguarda i big?

Mi piacerebbe sicuramente trovare modo di scrivere insieme a personaggi come Gio Evan o Ermal Meta, come Lo Stato Sociale. Credo che il loro cantautorato sia ciò che mi manca: sono una persona che viene dal rock e dal pop, intese come due macro aree che vanno a fondersi, ma probabilmente la struttura di un cantatuorato che abbia un occhio generale e meno particolare è quello che mi manca.

Un confronto con loro potrebbe essere positivo.

Cantare la verità, Gaudiano: “Il mio messaggio è il mio punto di vista

Parlando ad ampio raggio del tuo progetto musicale, quali sono i messaggi che vuoi trasmettere con i tuoi lavori?

Il mio è messaggio è il mio punto di vista. Un punto di vista su ciò che accade intorno a me, su ciò che i miei occhi e l’occhio della mia generazione vede.

Che legame hai con la tua città?

Ho un legame profondo fatto di radici e tradizione che mi porto nel cuore. É il posto in cui sono nato e lo ricordo con tantissimo affetto anche perché è il primo posto in cui mi sono avvicinato alla passione per la musica.

Cos’è cambiato da quando hai deciso di trasferirti a Milano?

Da quando mi sono trasferito a Milano ho avuto più tempo e più spazio per respirarmi, per far maturare bene le mie aspirazioni dal punto di vista musicale. Poi penso che a Milano ci sia un fermento artistico diverso, un po’ la città dell’arte. Quando ho deciso di focalizzarmi sul mio percorso artistico e cantautorale è stato d’obbligo venire a Milano perché non solo ti mette a disposizione la cultura musicale ma anche tutte le strutture musicali più adatte per far fiorire i propri progetti che partono dalla scrittura. Per me una città deve poi anche combaciare molto con la personalità dell’artista e per me Milano è una seconda casa e ci sto veramente bene.

Nel dopo Sanremo, il sogno: “Tornare a vedere il pubblico dal vivo

Qual è il consiglio che dai a chi si trova come te, con una grande passione per la musica, ma magari si trova in una fase intermedia. Su cosa bisogna puntare di più: volontà? Capacità? Motivazione?

Gli direi di credere in quello che fa e di non smettere mai formarsi e studiare perché sono alla base di tutto. Non bisogna cadere nell’errore di credere che dietro ai progetti musicali ci sia il frutto del solo talento perché in realtà dietro vi è studio, sudore, tutto ciò che serve per ottenere risultati. Servono competenze come in qualsiasi ambito lavorativo, nella musica la componente musicale si bilancia perfettamente con le altre competenze, nessuna prescinde dall’altra. Quindi, concludendo, direi di credere nel proprio messaggio e di non copiare nessuno oltre a studiare che è l’unico strumento per formarsi.

Nel tuo dopo Sanremo, che sogni ci sono?

Non vedo l’ora di uscire col mio primo album da solista, per ora sono uscito solo con 3 singoli che parlano di me e sento che ora è arrivato il momento di mettere in ordine tutto. Voglio gettare le basi di quella che spero sia la mia carriera come cantautore e ovviamente, un altro sogno che ho in questo momento, è quello di tornare a vedere il pubblico dal vivo perché non ce la facciamo più.

Parlando di questo periodo segnato dall’emergenza sanitaria, da questo punto di vista come lo stai vivendo?

Personalmente bene perché sono molto razionale, ho sempre gli occhi puntati sulla giornata su ciò che posso offrire a me stesso. Cerco davvero di focalizzarmi sulle cose importanti della vita forse proprio perché la vita stessa mi ha dato modo di capire quali fossero. Mi piace vedere sempre il lato positivo delle cose, sono una persona molto semplice ed è difficile che io mi abbatta o mi deprima senza un motivo. Questo periodo insomma, non mi sta scalfendo.

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