Giuseppe Conte in primo piano

Dopo la fiducia incassata ieri alla Camera, Conte arriva alla prova più difficile, quella di ottenere la fiducia del Senato. Il premier comincia con le comunicazioni dopo le dimissioni delle ministre Iv che hanno messo in bilico il suo governo in un momento in cui l’Italia è già in ginocchio a causa della crisi scatenata dal Covid-19. Al Senato la maggioranza assoluta è di 161 voti e al momento il Governo avrebbe tra 154 e 156 voti a favore e il destino della giornata di oggi sembra già scritto.

Le parole di Conte

In questi mesi così drammatici, pur a fronte di una complessità senza precedenti, questa maggioranza ha dimostrato grande responsabilità, raggiungendo – certamente anche con fatica – convergenza di vedute e risolutezza di azione, anche nei passaggi più critici“, ha detto il presidente del Consiglio ripercorrendo in parte quanto detto ieri alla Camera.

La pandemia è ancora in corso, sottolinea il premier, replicando le parole di ieri in cui ammetteva di provare un “certo disagio” di fronte alla crisi di Governo.

La situazione della crisi ha scatenato “continue pretese, continui rilanci concentrati peraltro non casualmente sui temi palesemente divisivi rispetto alle varie sensibilità delle forze di maggioranza.

Di qui le accuse, a un tempo di immobilismo e di correre troppo, di accentrare i poteri e di non aver la capacità di decidere. Vi assicuro che è complicato governare con chi mina continuamente un equilibrio politico pazientemente raggiunto dalle forze di maggioranza“.

E ancora: “Servono un governo e forze parlamentari volenterose, consapevoli delle difficoltà che stiamo attraversando e della delicatezza dei compiti, servono donne e uomini capaci di rifuggire gli egoismi e di scacciare via la tentazione di guardare all’utile persona. Servono persone disponibili a riconoscere l’importanza della politica.

La politica è la più nobile tra le arti e tra i saperi, se indirizzata al benessere dei cittadini. Quando la politica si eclissa questa istanze rischiano di essere ai margini o, peggio di sfociare in rabbia o nello scontro violento“. Il discorso di Conte si conclude con un lungo applauso dopo le critiche e le grida dell’aula nei minuti precedenti.

Le parole di Maria Elena Boschi

Intanto si esprime sulla crisi anche Maria Elena Boschi, capogruppo dei deputati di Italia Viva, che spiega che la scelta dell’astensione è stata fatta “per tenere aperto un canale di dialogo: al premier la decisione se coltivarlo o reciderlo“.

Oggi però Conte potrebbe non incassare la fiducia al Senato, e allora, secondo la Boschi, il premier “dovrebbe riflettere sulle dimissioni“.

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