Piero Benassi

Nelle ore in cui si consuma la caccia a un nuovo assetto che garantisca al Governo di sopravvivere alla crisi, spunta la mossa del premier Conte che cede la delega ai Servizi a Pietro Benassi. A lui, ambasciatore e consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio, la nomina di sottosegretario delegato.

Pietro Benassi sottosegretario con delega ai Servizi

È Pietro Benassi, secondo quanto emerso nelle ultime ore, l’uomo nominato sottosegretario con delega all’Intelligence. Un ruolo finora tenuto da Giuseppe Conte, impegnato nella difficile partita della ricomposizione di una garanzia di sopravvivenza per il Governo, nel tentativo di rendere sempre più remote le grinfie della disfatta.

Benassi, ambasciatore e consigliere diplomatico del premier, è uomo di fiducia il cui nome era spuntato con insistenza fino alla decisione della serata di ieri, 21 gennaio.

Sul nodo della delega ai Servizi, Matteo Renzi aveva chiesto a Conte di cedere ad una figura terza, e infine è arrivata la mossa del Presidente del Consiglio.

Pietro Benassi consigliere diplomatico del premier

L’ambasciatore Pietro Benassi è persona di fiducia di Conte, con cui, nei due anni e mezzo del premier a Palazzo Chigi, si sarebbe instaurato un rapporto di intensa collaborazione su alcuni dei nodi cruciali del Governo.

Sarebbe alla regia del progressivo avvicinamento a Angela Merkel e tra i nomi di peso nell’architettura del dialogo che avrebbe permesso all’Italia di ottenere i 209 miliardi del Recovery Fund.

Lo scontro con Renzi e Italia Viva

Secondo la lettura che si fa strada nelle ultime ore, la scelta di Conte sarebbe un passo di distensione verso Matteo Renzi, dopo il rumoroso strappo di Italia Viva.

Ed è proprio sulla delega appena ceduta da parte del premier che ora si innestano nuovi interrogativi sul prossimo futuro, alla luce del fatto che uno dei motivi dietro l’acceso scontro con IV è stata la richiesta di individuare un nome.

Alla fine, Conte, pur potendo scegliere di non assegnarla, ha virato su Benassi.

Viste le nuove sfide e anche gli impegni internazionali, non intendo mantenere la delega all’Agricoltura (incaricato lasciato vacante dopo le dimissioni della renziana Teresa Bellanova, ndr) se non lo stretto necessario e mi avvarrò anche della facoltà di designare un’autorità delegata per l’intelligence di mia fiducia“, aveva dichiarato il premier nel suo intervento i Aula alla Camera, anticipando di fatto un esito concretizzatosi a margine della fiducia.

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