VACCINI CONTRO IL COVID-19

Un doccia gelida su tutta l’Europa, ancora nella stretta morsa del Covid-19, è arrivata da Astra Zeneca. L’azienda che sta procedendo il terzo vaccino dopo Pfizer-Biontech e Moderna ha annunciato che le prime consegne del vaccino in Europa saranno inferiori rispetto agli obiettivi prestabilti.

L’annuncio di Astra Zeneca

A riferirlo è stato un portavoce dell’azienda, come si legge su Ansa, ha spiegato che: “I volumi iniziali saranno inferiori a quanto originariamente previsti a causa della riduzione dei rendimenti in un sito di produzione all’interno della nostra catena di fornitura europea”. Il portavoce ha anche aggiunto che tra febbraio e marzo saranno decine di milioni le dosi del vaccino distribuite sul territorio europeo, “Nel frattempo continueremo ad aumentare i volumi di produzione”.

La riduzione della consegna delle dosi sarà del 60%, circa 31milioni per il periodo del primo trimestre europeo. Inoltre, per quanto riguarda le consegne del secondo trimestre, quello aprile-giugno, l’azienda non ha saputo dare tempistiche.

AstraZeneca a breve l’approvazione

Intanto sale l’attesa dell’approvazione del vaccino AstraZeneca-Oxford da parte dell’Ema, che potrebbe avvenire tra il 27 e il 29 gennaio.

Secondo quanto annunciato dal Premier austriaco Sebastian Kurz, è possibile che l’ok dell’ente europeo possa arrivare prima, ecco perché il range temporale va dal 27 al 29. Se tutto dovesse andare per il meglio, per quanto riguarda l’Italia spetterà all’Aifa la parola finale e la distribuzione prenderebbe il via a partire da marzo.

Il vaccino prodotto in collaborazione con Oxford è stato il primo ad essere preordinato dai Paesi membri, che ne hanno ordinate 400milioni di dosi. Nel Regno Unito è già ampiamente in uso e il Premier britannico Boris Johnson ha dato l’ok alle vaccinazioni patrocinate anche dalle farmacie.

L’obiettivo al momento resta quello di arrivare a vaccinare il 70% della popolazione entro l’estate, traguardo che si allontana sempre più visti i continui ritardi, come quello della Pfizer Biontech, sul quale Ursula Von Der Leyen è stata chiara: “Se ci saranno ulteriori ritardi chiederemo chiarimenti”.

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