Cronaca

Vaccino AstraZeneca: come funziona e perché l’Europa chiede più informazioni

Il vaccino di AstraZeneca utilizza la struttura diversa dagli altri: anche per questo l'Europa ha chiesto più tempo e informazioni. Come funziona il nuovo vaccino contro il Covid
CAMPAGNA VACCINAZIONE

Il premier Boris Johnson lo ha annunciato in un tweet dai toni decisamente patriottici: il vaccino di AstraZeneca contro il Coronavirus è stato ufficialmente approvato nel Regno Unito. Si tratta del secondo vaccino di questo tipo a ricevere il via libera da parte delle autorità britanniche, dopo quello della Pfizer-Biontech. Nato dalla collaborazione con l’università di Oxford e l’italiana Irbm di Pomezia, ha dovuto superare non poche difficoltà nel suo percorso di sviluppo, ma potrebbe essere approvato anche dagli organismi di controllo europei all’inizio del nuovo anno.

Come funziona il vaccino AstraZeneca

Il vaccino di AstraZeneca si basa sul concetto di vettore virale, cioè sulla capacità che hanno i virus di veicolare informazioni all’interno delle cellule.

In questo caso gli scienziati hanno modificato geneticamente la struttura di un adenovirus, che causa la comune influenza negli scimpanzé, per renderlo più simile al Coronavirus. L’adenovirus così modificato, che non è in più in grado di causare la malattia, contiene il materiale genetico legato alla proteina spike del SARS-CoV-2, la “chiave” che il Coronavirus usa per entrare nelle cellule umane.

Una volta introdotto nel corpo, il vaccino attiva perciò la risposta immunitaria dell’organismo, che impara a riconoscere questa specifica proteina nonostante non sia mai entrato in contatto con il vero Coronavirus: questo stratagemma permette al sistema di difendersi da un’eventuale infezione successiva, con il risultato di avere una sostanziale immunità.

Immunità e dosi necessarie

I dati ufficiali, resi disponili da AstraZeneca nel proprio comunicato stampa, mettono in luce un’efficacia del vaccino pari al 70.4%.

A livello pratico sono necessarie due dosi, somministrate ad un intervallo di tempo tra le 4 e le 12 settimane. A differenza di quello della Pfizer-Biontech, che deve essere conservato a temperature di -80 gradi, il vaccino AstraZeneca richiede temperature tra i 2 e gli 8 gradi, facilmente raggiungibili dai normali frigoriferi. Questo dettaglio potrebbe avere un impatto non secondario sulla distribuzione del vaccino, sopratutto nelle realtà del territorio che non dispongono di attrezzature particolarmente avanzate.

Le perplessità dell’Ema

Nel commentare su Twitter l’approvazione del vaccino da parte dell’agenzia di regolamentazione del Regno Unito, Boris Johnson ha dichiarato: “È una notizia davvero fantastica e un trionfo della scienza britannica che il vaccino di Oxford e AstraZeneca sia stato autorizzato per l’uso; ora lavoreremo per vaccinare quante più persone il più rapidamente possibile”.

Adesso la palla passa all’Ema, l’Agenzia Europea del Farmaco, che dovrà analizzare i dati in vista di un’eventuale approvazione del vaccino sul territorio dell’Unione Europea.

Da questo punto di vista l’agenzia fa sapere che, per il momento, la partita resta ancora aperta: “Ulteriori informazioni scientifiche – si legge nel comunicato ufficiale – su questioni relative alla qualità, sicurezza ed efficacia del vaccino, sono ritenute necessarie per supportare il rigore richiesto per un’autorizzazione condizionata all’immissione sul mercato, e tutto ciò è stato richiesto all’azienda”.

L’approvazione potrebbe arrivare per l’inizio del 2021, ma un nuovo ritardo avrebbe conseguenze importanti anche sulla distribuzione del vaccino nel nostro Paese.

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