I due punti

Cara Sindaca Appendino, la sua condanna è giusta

Il commento di Marta Pettolino alla condanna della Sindaca Appendino per la strage di piazza San Carlo
Chiara Appendino sindaco di Torino

Cara Sindaca Appendino,

le spiego perché la sua condanna è giusta.

Le persone che ricoprono ruoli di responsabilità, quella se la devono prendere nella buona e nella cattiva sorte, e non possono, come spesso accade, sostenere che non sapevano o, peggio ancora, dare la colpa al mero ruolo istituzionale ricoperto.

Le spiego alcuni fatti, per chiarire perché la colpa di quello che è successo va attribuita, come di fatto ha rilevato la giustizia, alla Banda dello Spray, ma anche a lei.

Il Sindaco dovrebbe essere un profondo conoscitore della città, della cittadinanza e del vissuto di un luogo e non è questione, come lei vorrebbe far apparire, così ingenua come quella descritta dalle sue parole sull’impossibilità di predizione dell’accaduto e sull’annullamento della proiezione della partita come unica alternativa, se avesse saputo. Nessuno prevede il futuro, ma c’è chi sa gestire il presente e chi abilmente prende decisioni per evitare situazioni di rischio.

È vero che piazza San Carlo è uno dei simboli dei tifosi juventini e che proiettare lì una finale di Champions League è stata una scelta coerente con lo spirito della città. Ma. E qui c’è il Ma più grande di tutto quello che si può replicare su quella drammatica sera.

Ma, appunto, bastava conoscere, anche sommariamente, Torino, anche molto più che sommariamente, il calcio, e più sommariamente ancora le logiche sottese alla somma algebrica.

Poteva, per esempio, guardare un qualsiasi video su Youtube per capire cosa succede alla nostra amata città quando la Juve festeggia lo scudetto: arrivano persone, tifosi, famiglie da tutta Italia e spesso da altre parti del mondo per stare insieme e stringersi nei festeggiamenti. Non solo piazza San Carlo, ma tutte le piazze del centro storico sono abbondate di gente. E questo è lo scudetto e non la finale di Champions League, sogno ancora più caro ai tifosi bianconeri.

Bastava appunto guardare qualche video su youtube o leggere i giornali e la rete per capire che una finale di questa portata avrebbe smosso migliaia di persone. E dati alla mano capire che la magnifica piazza da sola non poteva ospitare un evento di quella portata.

Anche io, Sindaca, ho ancora negli occhi quelle immagini di amici, conoscenti, colleghi e sconosciuti accalcati e terrorizzati a causa dell’impreparazione ad organizzare un evento per cui si aveva a disposizione il tempo e le conoscenze necessarie per evitare i più di 1500 feriti e i 2 morti: bastavano 5 minuti su youtube per far sorgere almeno qualche dubbio.

Oppure, ma questo sarebbe da chi le responsabilità se le prende, bastava coinvolgere chi Torino la conosce e conosce anche alcune dinamiche che la sua amministrazione ha dimostrato di non comprendere. Poteva essere studiato e predisposto un piano di emergenza, uno di evacuazione e uno per il coordinamento delle forze dell’ordine, degni di un evento di tale capienza.

E anche se nessuno ridarà una mamma alle proprie figlie o l’amore della vita ad un fidanzato che quella sera ha perso tutto, anche se così sarà, è giusto che ogni tanto, anche in questo Paese, chi ha responsabilità se le prenda ed emerga la superficialità delle decisioni prese senza conoscenza.

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