CAMPAGNA VACCINAZIONE

Dopo le polemiche dei giorni scorsi sui ritardi delle consegne di dosi da parte di AstraZeneca, e l’annuncio da parte dell’azienda farmaceutica del fatto che sarebbero state consegnate all’Europa il 60% di dosi in meno rispetto a quelle attese, l’azienda stessa ha reso pubblico il contratto con l’Europa.

Ursula Von Der Leyen ha commentato quanto letto all’interno dello scritto, puntualizzando l’intenzione europea di rivendicare le dosi pattuire.

Clausola del “massimo sforzo ragionevole”: cosa significa

Il contratto di AstraZeneca con l’Unione Europea conterrebbe moltissimi omissis riguardanti le quantità delle dosi, le date di consegna ed i prezzi, ma mostrerebbe anche più di un elemento a favore del committente.

In primis infatti Von Der Leyen contesta la rivendicazione, da parte di Astrazeneca, della clausola del “massimo sforzo ragionevole”, che consisterebbe nell’impegnarsi in tuttele attività e il grado di sforzo che una azienda di dimensioni, infrastrutture e risorse simili prenderebbe per sviluppare e produrre il vaccino tenendo conto dell’urgenza di mettere fine alla pandemia globale”.

Von Der Leyen: “AstraZeneca deve fornire le dosi”

Von Der Leyen ha ribattuto pubblicamente che la clausola era utilizzabile solo fintanto che il vaccino era da creare e produrre, ma che non potrebbe valere adesso.

Inoltre. Ha aggiunto: “Il contratto è chiarissimo, gli impegni in esso contenuti precisi. Capisco che abbiano difficoltà iniziali, ma vogliamo sapere perché non sono in grado di adempiere a ciò che abbiamo stipulato nel contratto. AstraZeneca deve fornire le dosi di vaccino nei tempi stabiliti”. A quanto pare, secondo l’Unione Europea non si può parlare di massimo sforzo ragionevole dal momento che non è chiaro cosa avrebbe portato AstraZeneca ad assicurare solo 31 degli 80 milioni di dosi previsti.

Al contempo, la clausola ha una natura bastevolmente vaga da portare AstraZeneca a dire che la stessa dimostrerebbe che l’azienda non ha violato alcun accordo, essendo che “massimo sforzo ragionevole” è un concetto spiegato solo nelle sue linee generali e non specificando sedi, quantità, numeri e date.

Utilizzabile anche vaccino degli stabilimenti extra-Ue

Inoltre, dal contratto parrebbe chiaro che AstraZeneca può far pervenire all’Europa anche le dosi prodotte dagli stabilimenti extra-Eu (ovvero in primis quelli nel Regno Unito), e che non ci sarebbe alcuna clausola che lo impedirebbe: dunque, in caso di problemi nell’assicurare le dosi, l’Unione Europea potrebbe rivendicare l’utilizzo del vaccino prodotto nel Regno Unito.

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