Roberto Fico e Giuseppe Conte

Al momento è tutto nella mani del presidente della Camera, Roberto Fico. La crisi di governo ha portato Mattarella a dare mandato, nel weekend, a Fico di trovare una soluzione e proprio oggi scade il tempo a disposizione del presidente della Camera. Cosa potrebbe succedere nelle prossime ore. Intanto, mentre il Conte ter rischia di allontanarsi, in molti puntano su Mario Draghi come prossimo presidente del Consiglio.

La parola a Roberto Fico

Toccava al presidente della Camera scoprire, in questi ultimi giorni, se esisteva la possibilità di una nuova maggioranza. Proprio nel tardo pomeriggio di oggi, se non in serata, Fico salirà al Colle per parlare con Mattarella.

Se non avesse trovato una soluzione, ma fosse convinto di essere vicino al trovarla, il presidente della Repubblica potrebbe concedere a Fico una proroga che gli conceda gli ultimi aggiustamenti e, nel caso poi di soluzione positiva, toccherebbe a Mattarella dare il via a un nuovo esecutivo probabilmente guidato da Giuseppe Conte.

La strada sembra andare in questa direzione, tanto che il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci rivela che “il presidente Fico ci ha detto, come eventualità, che se avessimo bisogno di più tempo se ne farebbe carico“.

Cosa succede se Fico non trova una soluzione?

Se il Conte ter non riuscisse a prendere piede nelle prossime ore, Fico si troverebbe nella posizione di dover dire a Mattarella di non aver trovato una soluzione. A quel punto al Presidente della Repubblica non resterebbe che aprire nuove consultazioni. Questa ipotesi allontanerebbe sempre di più la possibilità di rivedere Conte alla presidenza del Consiglio. Nel caso poi anche il secondo giro di consultazioni non porti a una nuova maggioranza, non resterebbe che il voto.

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Lo scontro sui temi

Lo scontro ora non verte nemmeno più sul nome del presidente del consiglio, passato in seconda piano, sembra in favore dei temi.

Da una parte il Pd che chiede la costruzione di in un piano per l’occupazione femminile e la parità di salario. Per il MoVimento 5 stelle fondamentale resta il reddito di cittadinanza, poco digerito da Italia Viva, e la revisione del salario minimo. Nodo cruciale invece resta quello del Mes su cui si sa, lo scontro è il più duro, con il no netto del MoVimento e l’apertura di Renzi. Questa mattina, invece, al tavolo si parlerà di un altro tema di scontro, quello della giustizia.

Italia Viva vuole la testa di Alfonso Bonafede, mentre il MoVimento 5 stelle non sembra pronto ad arretrare.

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