danilo toninelli

All’annuncio della decisione di Sergio Mattarella di convocare Mario Draghi al Quirinale per affidargli un governo tecnico, le parti politiche italiane si sono destate dal torpore dell’attesa ed hanno subito detto la loro sulla scelta del Presidente della Repubblica.

Su Facebook è anche spuntato il commento di Danilo Toninelli, fantasma dei governi passati, che ha voluto palesare la sua contrarietà ad un governo Draghi, allineandosi dunque alla posizione del Movimento 5 Stelle delle ultime ore. Sta scatenando il gossip, però, la scelta di parole di Toninelli, non nuovo a gaffe di tipo dialettico.

Nella serata di ieri è stato Vito Crimi a dire che il MoVimento non avrebbe appoggiato un governo tecnico. Se l’idea del governo tecnico non piace ai pentastellati, è pur vero che piace loro ancora meno che l’ex Presidente della Bce ne sia a capo, essendo Draghi una figura storicamente criticata dal M5S.

Toninelli: “Abbiano fatto di tutto”

In questo quadro di enorme delicatezza (se davvero saltasse il sostegno a Draghi da parte del Movimento, ottenere una maggioranza sarebbe ancora più difficile) è Danilo Toninelli a scatenare ancora più le chiacchiere con il suo post su Facebook: “Abbiamo fatto di tutto.

Perfino annientarci negli uffici a lavorare pur di dare una mano a chi ne aveva bisogno. Questo per noi è stato governare l’Italia”. Il fatto che, forse in un’infelice combinazione di parole, per Toninelli “fare di tutto” per l’Italia abbia significato e significhi chiudersi in ufficio e lavorare, ha scatenato più di una critica.

Non ci vengano a chiedere di votare Mario Draghi. Abbiamo fatto di tutto. Perfino annientarci negli uffici a lavorare…

Pubblicato da Danilo Toninelli su Martedì 2 febbraio 2021

D’altronde, che Toninelli vivesse con un sentimento di sconvolgente novità il carico lavorativo tipico di un politico, si sapeva già dal primo governo Conte, quando diceva: “Lavoro 18 ore al giorno, mia moglie è preoccupata per me” per spiegare le sue gaffe.

Toninelli e la retorica del MoVimento

Danilo Toninelli continua poi il post distinguendosi per una retorica che richiama il primo periodo di evoluzione del MoVimento, un momento di lotta all’establishment che le azioni politiche degli ultimi anni hanno decisamente messo da parte:Noi siamo un MoVimento fatto di cittadini volenterosi e onesti entrati nelle istituzioni per far sentire la voce della gente dentro i palazzi del potere. Non siamo l’establishment e non possiamo votare per l’establishment.  Meglio andare al voto o stare all’opposizione per bloccare ogni porcheria eventuale a danno della gente.

Per me è così e penso lo sarà per tutta la famiglia del Movimento. Ci riuniremo e decideremo. Tutti assieme.”.

La posizione del M5S contro Draghi

In molti, nei commenti, fanno notare come giurare di non voler votare Draghi sia una mossa molto azzardata, considerato che in passato il MoVimento 5 Stelle ha stretto alleanze con “nemici giurati” ben più imprevedibili, ottenendo così un ruolo nella maggioranza. Si può intuire che forse per questo Vito Crimi, nel comunicare la posizione di disaccordo del MoVimento, abbia puntato non sul fatto di non volere Draghi, ma sul fatto di non volere un governo tecnico: “Il MoVimento 5 Stelle, già durante le consultazioni, aveva rappresentato che l’unico governo possibile sarebbe stato un governo politico.

Pertanto non voterà per la nascita di un governo tecnico presieduto da Mario Draghi”.

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