Mario Draghi, con la mano destra alzata in segno di saluto e la mascherina sul volto

È finita ieri la prima lunga giornata di consultazioni. Mario Draghi ha quindi cominciato la sua caccia a una maggioranza e, sembra, sia sulla strada giusta. Potrebbe essere presto per tirare le somme, intanto oggi il programma del premier incaricato andrà avanti con il secondo giorno di consultazioni, probabilmente uno dei giorni chiave, insieme a quello di sabato.

Le consultazioni

Il presidente del Consiglio incaricato ha incontrato ieri a Montecitorio i partiti più piccoli: Azione, +Europa, Radicali italiani, Maie-Psi, Centro democratico-Italia in Europa, Noi con l’Italia, Cambiamo e Alleanza di centro.

Dopo questo primo giro sembra che tutti sostengano il nuovo premier, che incassa quindi i primi sì e arriva più tranquillo alla giornata di venerdì.

Draghi: gli incontri di oggi

Nelle prossime ore toccherà infatti a Pd, Forza Italia, Fratelli dʼItalia e Italia viva. Un confronto duro, probabilmente, che si concluderà sabato con Lega e M5s. Da questo prima giro di consultazione salta immediatamente all’occhio che il centrodestra non si presenta più come fronte unito. Del resto, Silvio Berlusconi non ha fatto mistero negli scorsi giorni di gradire il nome di Mario Draghi, mentre Salvini e Meloni sembrano più restii a prestare il fianco a questo nuovo governo.

Al momento la segretaria di Fratelli d’Italia ha sarebbe più per il no, mentre il leader della Lega temporeggia.

Le divisioni all’interno della coalizione le sintetizza Daniela Santanchè, Fratelli d’Italia, a L’aria che tira. “Che è meglio Draghi che Conte è come paragonare Maradona e Pelè a un calciatore di serie C“, spiega, “Non siamo cretini“. “Il problema è il Parlamento, è fatto da un terzo dai grillini. Sarebbe giusto andare a elezioni, non è che basta uno, anche il migliore, per fare le cose. Ma perché non credete negli italiani?

Dobbiamo stare col PD e coi 5 Stelle che non ne hanno azzeccata una? Perché l’Italia deve avere una democrazia di serie B?“, continua specificando, quindi, il desiderio sempre primario di portare gli italiani alle urne.

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Il PD, Iv e il MoVimento

Per il Pd e Italia viva non ci sarebbero dubbi sul sostenere Mario Draghi, il più imprevedibile resta il MoVimento che da un lato sembra non avere intenzione di abbandonare il suo leader Giuseppe Conte, dall’altro sembra capire la necessità di cambiare leader per andare a caccia di una maggioranza.

A fare appello alla calma e a mostrare maturità si appella Luigi Di Maio, che manda segnali di apertura verso il Draghi sostenuto da una parte dei 5stelle. Vito Crimi, capo politico del MoVimento, prende la parola su Facebook e chiarisce subito che il reddito di cittadinanza non è una battaglia che i suoi hanno intenzione di perdere. “Sabato prossimo andremo alle consultazioni con il presidente incaricato. Ascolteremo attentamente quanto avrà da dirci e porteremo al tavolo il Movimento 5 stelle con la sua
storia, le sue battaglie e le sue visioni. E, chiaramente, fra queste il reddito di cittadinanza è uno dei punti fermi.

Perché, oggi più di ieri, nessuno deve rimanere indietro“.

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