Sergio Mattarella e Mario Draghi

Nelle prossime ore Mario Draghi, Presidente del Consiglio incaricato, inizierò il suo giro di consultazioni tra le forze politiche. Fiducia cercasi è il titolo di questa fase, inaugurata dalla decisione del Presidente Sergio Mattarella di spingere più in là l’ipotesi del voto anticipato. All’ex capo della Bce, Mattarella avrebbe dato un consiglio ben specifico, che potrebbe rivelarsi la chiave per il suo immediato futuro da premier.

Draghi premier, il consiglio di Mattarella

A riferire il presunto retroscena tra Mario Draghi e Sergio Mattarella, è il quirinalista del Corriere della Sera Marzio Breda.

Il riferimento è al colloquio che si è tenuto mercoledì 3 febbraio, al termine del quale Draghi ha accettato con riserva il ruolo di premier incaricato. Nelle stanze del Colle, è arrivata la richiesta e nomina del Capo dello Stato, con però un consiglio, una raccomandazione, una possibile chiave per uscire dalla crisi aperta da Matteo Renzi e costata le dimissioni del premier Conte.

Mattarella, riporta Breda, avrebbe lasciato sostanziale libertà nel decidere i programmi e i ministri a Mario Draghi, ma ricordandosi di “far capire che il tuo governo non prescinde dalla politica. Fai comprendere che non vai a commissariare il Parlamento“.

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Governo Draghi: a metà tra tecnico e politico

Un consiglio che sembra banale, ma dalla cui effettiva messa in pratica dipende la riuscita o meno di questa “Operazione Draghi”. Dal momento della sua nomina, infatti, si sono accavallati i pareri e numerose bocciature delle forze politiche del Parlamento: Fratelli D’Italia ha chiuso le porte, annunciando poi che se il resto del centrodestra sarà favorevole ad un governo tecnico, la via mediana potrebbe essere l’astensione. Bocciatura piena anche dal M5S, per ora, con Vito Crimi che ha annunciato che una delle principali forze voterà no alla fiducia.

In questo clima, non sorprende quindi la “delicatezza” con cui Mario Draghi si è rivolto al Parlamento nel suo primo discorso dopo la nomina: “Con grande rispetto mi rivolgo al Parlamento, espressione della volontà popolare“. Per l’ex presidente della Bce, quindi, l’unica via è “ingraziarsi” quanti più partiti, deputati e senatori possibili: altrimenti, la partita è persa in partenza.

Il retroscena: Draghi Presidente della Repubblica

C’è un’altro presunto retroscena che sta tenendo banco.

A riferirlo questa volta è Marco Antonellis di TPI. Innanzitutto, la scelta di Mario Draghi sarebbe stata già pronta prima della comunicazione di Roberto Fico al Quirinale, dopo il fallimento del mandato esplorativo. Ma più interessante è il fatto che per accettare la nomina a premier incaricato Mario Draghi avrebbe chiesto una “garanzia”, ossia che Mattarella non si renda disponibile per una rielezione a Presidente della Repubblica.

Le voci di corridoio, infatti, riferiscono che Mario Draghi starebbe puntato al Quirinale, tra un anno. Questo sarebbe il compromesso che potrebbe, forse, trovare ampio consenso: un anno di governo tecnico per sistemare il Paese, poi la parola ai partiti e Mario Draghi Presidente della Repubblica, per quella che sarebbe un’ascesa rapidissima.

Non è neppure fanta-politica: un simile percorso lo aveva fatto anche Carlo Azeglio Ciampi.

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