matteo salvini alle consultazioni con draghi

La delegazione della Lega ha incontrato il presidente incaricato Mario Draghi nel secondo giorno delle consultazioni per la formazione di un nuovo governo. Il leader Matteo Salvini ha dato la sua disponibilità a entrare nella maggioranza, ponendo alcuni punti imprescindibili per il suo sì, che non è comunque a scatola chiusa. La Lega si riserva di valutare il programma che la maggioranza Draghi, se nascerà, porrà sul tavolo, ma a questo punto i numeri sembrano coagularsi intorno all’ex presidente della Bce. A questo punto, la spaccatura nel centrodestra si acuisce con Giorgia Meloni unica rimasta sul no.

Salvini: “Con Draghi confronto stimolante”

Il leader leghista Matteo Salvini ha parlato con i giornalisti dopo l’incontro con Draghi, spiegando di aver avuto con il presidente incaricato un “confronto interessante e stimolante sui temi, sull’idea di Italia che per diversi aspetti coincide“. Al centro i temi “dello sviluppo, della crescita, dei cantieri“.

Salvini spiega che la Lega non pone “condizioni né su idee né su persone. Bisogna superare l’interesse personale e partitico. Cerchiamo di porre delle soluzioni mettendo al centro lo sviluppo“. Imprese e lavoro “e non assistenza o beneficienza“, dichiara, lanciando una frecciatina al Movimento 5 Stelle.

In particolare si chiede l’impegno a “non aumentare una tassa. Nessuna idea di patrimoniale, tasse sui conti correnti, anzi se mai una pace fiscale“.

I temi posti dalla Lega

La Lega per bocca di Salvini ha posto la questione della salute che “non è partitica ma è di tutti, senza i ritardi gli scivoloni e le manchevolezze che abbiamo visto negli ultimi mesi: vaccini che non arrivano, medici che non arrivano“.

Inoltre ha voluto anche rispondere alle critiche rispetto al suo allineamento definito anti-europeo, per cui LeU si è detta impossibilitata a partecipare a un governo insieme.

Abbiamo parlato di Europa perché qualcuno prova a dire no alla Lega sventolando l’europeismo. Noi siamo in Europa, i nostri figli crescono in Europa. Qua non si tratta di essere europeisti o no, se c’è da difendere l’interesse nazionale italiana noi vogliamo far parte di un governo che vada a Bruxelles a trattare a testa alta“.

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Il governo della “riapertura”

Salvini ha inoltre chiesto che questo sia il governo che riapra l’Italia, evidenziando la “necessità di tornare a vivere. Questi mesi di chiusura di Dpcm, di paure, di distanze” portano a “una depressione, a un’utilizzo di droghe, a un aumento della povertà.

Vorremmo che il governo che nascerà sia il governo della ripartenza, della riapertura“.

Sul Next Generation EU, Salvini chiede che sia incentrato “su sviluppo e lavoro, visto che quei fondi vanno rendicontati e restituiti entro il 2056. Non sono i fondi europei di Salvini, di Zingaretti, sono i fondi europei dei nostri figli“.

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