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Governo Draghi: si vota sulla piattaforma Rousseau, ma la domanda in realtà ne contiene due

Sia Vito Crimi sia Luigi Di Maio hanno ribadito che Draghi non è del tutto contrario al Reddito di Cittadinanza
Governo Draghi: giovedì il voto sulla piattaforma Rousseau, la domanda agli iscritti

Sbloccata l’impasse sul governo Draghi, il merito sarebbe riconducibile ad una telefonata che sarebbe avvenuta tra Beppe Grillo e il premier incaricato Mario Draghi. Pare anche che sia stato formato il ministero della Transizione ecologica; intanto Vito Crimi ha annunciato che giovedì 12 febbraio si terrà la votazione tanto attesa sulla piattaforma Rousseau.

Governo Draghi: al via il voto su Rousseau

Il capo politico del MoVimento 5 Stelle, Vito Crimi, ha annunciato che giovedì 12 febbraio dalle 10 alle 18 si terranno le votazioni degli iscritti sulla Piattaforma Rousseau.

La domanda è stata resa nota in serata e rilanciata da diverse testate e, come si può notare, il riferimento lampante al ministero della Transizione Ecologica è lampante.

La domanda alla quale dovranno rispondere gli iscritti è la seguente: “Sei d’accordo che il Movimento sostenga un governo tecnico-politico che preveda un superministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal Movimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?

“, domanda alla quale si dovrà rispondere con un sì o con un no.

Governo Draghi: il commento di Vito Crimi

Sul governo Draghi e l’esecutivo sul quale l’ex Presidente della BCE sta lavorando, si è espresso sempre Vito Crimi, che ha riferito di come Draghi abbia sostenuto l’importanza del Reddito di Cittadinanza: “Dichiarando la volontà di rafforzare ulteriormente questo strumento“.

Crimi ha poi aggiunto che: “Si è trovata una comune visione sul ruolo dell’intervento pubblico in economia, necessario per sostenere la crisi di molti settori produttivi, sopraggiunta a causa della pandemia”.

A Crimi ha fatto eco Di Maio che ha aggiunto una piccola frecciatina sul fatto che Mario Draghi non ha minimante citato il Mes fino ad ora: “A dimostrazione che avevamo ragione” ha detto.

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Il ministero per la Transizione ecologica

Sul governo Draghi è intervenuto anche Beppe Grillo; come riferisce AdnKronos, tra lui e il Premier incaricato ci sarebbe stata una telefonata in tarda mattinata, verso l’ora di pranzo. Durante questa telefonata sarebbe stata sbloccata l’impasse che era venuta a crearsi a causa del voto su Rousseau.

Pare che sarebbe stato confermato il ministero per la Transizione Ecologica, ministero che Draghi non ha ancora confermato ma che le associazioni ambientaliste dicono che risarà.

A riferirlo è stata la presidente di WWF Donatella Bianchi che ha fatto sapere non solo che il dicastero sarà presente ma le sue competenze saranno concentrate. Il fatto che il nome di questo ministero compaia sulla domanda che sarà fatta agli iscritti su Rousseau, lascia intendere che sia stato un tema toccato da Grillo nel suo confronto telefonico. Ora bisogna attendere il risultato del voto.

Che cos’è il ministero per la Transizione Ecologica

Si tratta di un ministero che accorpa diverse competenze prese da Ambiente e Sviluppo.

In diversi Paesi questo ministero esiste già e Grillo, nel perorare la sua causa, ha fatto riferimento proprio a questi.

I Paesi in cui è presente un ministero simile sono:

  • Francia
  • Spagna
  • Svizzera
  • Costa Rica

In Francia ad esempio si usa per organizzare lo sviluppo sostenibile e le tecnologie green, transizione energetica, clima… In Spagna invece è improntato sulla lotta al cambiamento climatico e sulla prevenzione delle contaminazioni. In Svizzera tocca invece il settore di gestione e sviluppo dei trasporti, infine, in Costa Rica, è improntato sull’uso sostenibile delle risorse naturali.

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