simone e alessio d'antonio uccisi a vittoria

Rosario Greco, l’uomo che investì a Vittoria i due cuginetti Alessio e Simone, 11 anni e 12 anni, vede confermata la condanna per omicidio stradale. È stata la Corte d’Appello di Catania a decidere di convalidare la prima condanna, arrivata con rito abbreviato lo scorso maggio, a 9 anni, contestata dai parenti delle vittime. Oggi i familiari delle vittime si dicono sollevati dal fatto che non siano stati applicati sconti di pena come chiesto dalla difesa di Greco.

Confermata la condanna a Rosario Greco

Rosario Greco, 38 anni, è stato condannato in appello a 9 anni per l’omicidio stradale di Simone e Alessio D’Antonio, travolti dalla sua auto che percorreva le strade di Vittoria a grande velocità.

La sentenza arriva dopo la prima condanna nel maggio 2019 da parte del Tribunale di Ragusa, con le aggravanti di uso di sostanza alcoliche e psicotiche stabilite dal gup Ivano Infarinato, con rito abbreviato.

Il commento delle famiglie dei cuginetti

È l’avvocato della famiglia D’Antonio, Daniele Scrofani, a commentare la condanna in secondo grado: “Dal punto di vista giudiziario sono soddisfatto del rigetto dell’appello proposto della difesa. Sotto il profilo umano registro il dolore inconsolabile delle due famiglie.

È ovvio che la pena inflitta al responsabile non può lenire le ferite inflitte ai D’Antonio, ma la conferma della sentenza di primo grado perlomeno non aggiunge ulteriore dolore a quello che ogni giorno provano le due famiglie“.

La morte di Simone e Alessio, investiti sull’uscio di casa

Simone e Alessio D’Antonio sono tragicamente morti l’11 luglio 2019, a Vittoria, provincia di Ragusa. I due bambini, di 12 e 11 anni, sono stati travolti dal Suv di Rosario Greco, una Jeep Renegade.

L’uomo, poi fuggito dal luogo dell’incidente, era in auto insieme ad altre persone, Angelo Ventura, Rosario Fiore e Alfredo Sortino.

Erano tutti personaggi molto noti nella zona, per le affiliazioni con esponenti dei clan locali, e sia Greco che Ventura hanno precedenti penali.

Alessio è morto sul colpo, investito a pochi metri da casa, mentre Simone, sottoposto all’amputazione delle gambe e messo in coma farmacologico è spirato poco dopo al Policlinico di Messina.

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