Martina Rossi

La Corte di Cassazione rende note con estrema velocità le motivazioni della sentenza con cui ha annullato l’assoluzione di Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi. I due 28enni sono accusati di aver causato la morte di Martina Rossi, precipitata dal balcone dell’hotel di Palma di Maiorca a seguito di una presunta fuga da un tentativo di stupro.

La Suprema Corte boccia le motivazioni con cui la Corte d’Appello di Firenze ha assolto Albertoni e Vanneschi. I due, condannati in primo grado, subiranno un nuovo processo.

Cassazione, le motivazioni contro l’assoluzione

Gli Ermellini della III sezione penale della Corte di Cassazione hanno pubblicato le motivazioni della sentenza con cui, lo scorso 21 gennaio, hanno annullato l’assoluzione per Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi.

La mancanza dei pantaloncini appare difficilmente collegabile a un gesto suicidario“, si legge.

I giudici dell’Appello di Firenze avrebbero condotto “un esame invero superficiale del compendio probatorio“, ritenendo “di ricostruire una diversa modalità della caduta della ragazza, cadendo in un macroscopico errore visivo di prospettiva nell’esaminare alcune fotografie, quanto all’individuazione del punto di caduta, individuandolo nel centro del terrazzo“.

La mancanza dei pantaloncini addosso a Martina Rossi

In particolare, la mancanza di pantaloncini, “in correlazione ai graffi sul collo di Albertoni“, sarebbe un “elemento oggettivo indiscutibile” che “non può ‘sparire’ anch’esso dalla valutazione dei giudici di merito“. Questo “deve essere correttamente considerato in collegamento con le altre evidenze probatorie al fine di esaminare in via deduttiva le probabili o possibili ragioni della sua mancanza addosso a Martina“.

Sarebbe evidente per i giudici “che i pantaloncini con cui la ragazza giunse nella stanza d’albergo degli imputati furono tolti quando la stessa si trovava all’interno della camera 609“.

La critica contro la sentenza

La Cassazione evidenzia come la sentenza di assoluzione “non è capace di resistere, considerata sia l’incompletezza, sia la manifesta illogicità, sia la contraddittorietà della motivazione redatta dal Collegio di Appello, risultando tale motivazione priva di una visione sistematica dell’intero quadro istruttorio e non esaustiva e osservante dei principi giurisprudenziali“.

Il caso di Martina Rossi

Martina Rossi è la giovane 20enne morta a Palma di Maiorca, in Spagna, precipitando da una stanza d’albergo il 3 agosto 2011.

Secondo la famiglia e i suoi legali, la studentessa stava tentando di fuggire da un tentativo di stupro. Con questa accusa, e per il reato di morte come conseguenza di un altro crimine, nel 2018, sono stati condannati a 6 anni in primo grado dal Tribunale di Arezzo Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni.

I due aretini sono poi stati assolti in appello nel 2020, perché “il fatto non sussiste“. Dopo la decisione della Cassazione si celebrerà un nuovo processo di secondo grado a Firenze.

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