carabinieri 112 soccorsi

Dramma in provincia di Bergamo, a Susio, dove un operaio di 71 anni è precipitato dal tetto di un capannone di una fabbrica. L’uomo è stato immediatamente soccorso ma non c’è stato nulla da fare: l’azienda per ora si trincera in un riservato silenzio e chiede che sia rispettato il dolore di colleghi e famigliari.

Operaio muore a 71 anni: come mai era su quel tetto?

Colpisce la storia di un anziano operaio che, all’età di 71 anni, si sarebbe trovato sul tetto di un capannone, nell’intento di concludere un lavoro. Non si conosce nei minimi dettagli la dinamica dei fatti, ma appare probabile che per una lieve distrazione l’uomo si sia avvicinato troppo al bordo del tetto e sia caduto di sotto.

Fin da subito la situazione è apparsa in tutta la sua gravità: i responsabili dell’azienda hanno immediatamente chiamato i soccorsi e sul posto sono arrivate due ambulanze e l’elisoccorso. Nessuno però poteva fare molto, a quel punto, per l’uomo, che è morto sul posto.

Sulla vicenda indagherà l’Arma dei carabinieri che si è recata subito al cantiere: colpisce infatti che un uomo così anziano fosse sul tetto del capannone e che fosse ancora operativo. Sul caso indagherà anche l’ufficio prevenzione e sicurezza sul lavoro dell’ASST di Bergamo.

Azienda Gemtex: nessun commento ufficiale

L’azienda Gemtex non ha per ora rilasciato commenti ufficiali su quanto accaduto, chiedendo di rispettare il silenzio e la sofferenza delle persone coinvolte. L’azienda è nata circa 70 anni fa ed è specializzata nella produzione di nastri elastici per alcuni settori specializzati dell’industria tessile, come l’abbigliamento tecnico da lavoro, quello sportivo, pelletteria e calzature e merceria.

Operaio morto, parlano le associazioni

In una dichiarazione congiunta Cgil, Cisl e Uil di Bergamo hanno già detto di voler approfondire la vicenda, come riporta il sito di Collettiva: “La vittima aveva 71 anni: ora ci chiediamo, a quell’età, cosa facesse sul tetto, a che titolo e con che modalità fosse lì – e soprattutto con quali tutele e messa in sicurezza.

Questi aspetti andranno chiariti dalle autorità competenti”.

Sono molte le domande che ora le associazioni si pongono e alle quali qualcuno dovrà rispondere: “Resta, intanto, il dolore per una morte tanto assurda quanto inspiegabile, sia per l’età avanzata della vittima che per i motivi per i quali si trovava sul tetto. Sappiamo che era in corso un lavoro di manutenzione affidato a una ditta esterna chiamata per un intervento sull’impianto di illuminazione.

Perché la vittima stava partecipando ai lavori? Perché non è stato messo in totale sicurezza, visto il rischio di caduta?”.