Vittorio Iacovacci, il carabiniere morto in Congo

Vittorio Iacovacci aveva 30 anni, a breve 31 e stava per sposarsi: era tutto quasi pronto, la casa, i preparativi per le nozze. Vittorio Iacovacci era il carabiniere proveniente da quel reparto d’èlite e vanto dell’Arma dei Carabinieri, dedito a formare i militari per missioni delicate all’estero. C’era lui insieme a Luca Attanasio, il 43enne ambasciatore italiano in Congo quando entrambi sono stati presi da un gruppo di ribelli di appartenenza ignota (visto che tutte negano il coinvolgimento) e uccisi. Vittorio Iacovacci ha lottato fino alla fine per salvare Luca Attanasio, ma invano.

La salma di Vittorio, insieme a quella di Luca, sono attese a Roma, il loro ultimo viaggio verso casa dove le famiglie potranno stringersi intorno ai rispettivi feretri per l’ultimo saluto.

Chi era Vittorio Iacovacci, morto in Congo

Vittorio Iacovacci faceva parte della scorta dell’ambasciatore; quella in Congo era la sua prima missione all’estero. 30 anni, Vittorio era originario di Sonnino un paese sui colli laziali che guardano verso il Circeo. Il suo nome non è stato reso noto finché la famiglia non è stata messa al corrente; in quella casa dove Iacovacci è cresciuto è andato il comandante dell’arma della compagnia di Terracina, Francesco Vinova.

A Sonnino, oltre ai genitori di Vittorio, vivono un fratello, una sorella e la giovane fidanzata che lo aspettava per il lieto evento, le nozze. Una vita spezzata come il sogno di mettere su una famiglia da crescere nello stesso posto dove è cresciuto lui. Di Vittorio ha parlato anche il sindaco di Sonnino, Luciano De Angelis, che ha detto: “Questa è una piccola comunità, ci conosciamo tutti e ci stringiamo attorno alla famiglia di Vittorio, che era andato in un Paese lontano a portare la pace” si legge su Avvenire, e poi ha aggiunto: “Proclameremo il lutto cittadino il giorno dei funerali”.

Vittorio: il ragazzo gentile

In questi giorni in tanti hanno ricorda Vittorio Iacovacci e tutti lo hanno descritto come un ragazzo gentile, sempre col sorriso. Generoso e coraggioso, Vittorio Iacovacci amava la sua Sonnino e tutta la comunità lo conosceva; ai micorofoni di SkyTg24 padre Andrea David, parroco di Sonnino lo ha ricordato paragonando il suo sacrificio a quello di Salvo D’Acquisto: “Carabiniere che da la sua vita per la salvezza di molti. Erano tutti e due giovani e tutti e due carabinieri, ecco perché ho fatto questo paragone. (…) Possiamo dire un Salvo D’Acquisto dei nostri tempi“.

Altri lo hanno ricordato per la sua gentilezza, alcuni hanno raccontato che ogni volta che tornava a casa passava sempre dalla caserma a portare caffé e cornetti ai colleghi.

Vittorio Iacovacci: carabiniere d’èlite

Vittorio Iacovacci aveva dedicato la sua vita alla divisa e alle responsabilità che questa comportava. Prima membro della Folgore, poi entrato nel XIII Reggimento Friuli Venezia-Giulia con sede a Gorizia. Si era arruolato nel 2016 e aveva frequentato la Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias, la Brigata mobile dell’Arma di cui faceva parte Iacovacci è un gruppo d’èlite dedito ad operazioni operative all’estero.

Era partito per il Congo lo scorso settembre e la sua missione era agli sgoccioli.

La tragica morte di Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci è ancora piena di domande che non trovano risposta e incongruenze che senza spiegazione. L’Italia piange due dei suoi figli che hanno scelto di dedicare la propria vita al servizio dello Stato e di coloro che nel mondo necessitano di aiuto. Un agguato violento che ha ucciso due uomini ma ha lasciato una scia di vittime collaterali: una moglie che non vedrà più il marito, tre bambine che cresceranno senza il papà e una giovane sposa che ha visto infrangersi il suo sogno d’amore e ogni speranza per il futuro per colpa di quella violenza ingiustificata che non conosce pietà.

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