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Pochi minuti fa il ministro agli Affari Esteri Luigi Di Maio ha parlato dell’omicidio di Luca Attanasio e di Vittorio Iacovacci, l’ambasciatore ed il carabiniere uccisi durante un attacco a Goma, in Congo. Il ministro ha fatto un report della ricostruzione dei fatti, ponendo l’attenzione sulla delicata posizione politica e diplomatica attuale dell’Italia nei confronti del Congo e omaggiando i due caduti.

Agguato in Congo: per Luca e Vittorio “dolore attonito”

È commossa la voce di Luigi Di Maio quando parla di “dolore attonito e orgoglio profondo” per la vita e la morte di Luca e Vittorio, giovani e capaci professionisti che, ognuno nel suo ambito, portavano avanti nella quotidianità un lavoro estremamente difficile e, parallelamente, la voglia di una vita famigliare.

“Luca lascia 3 splendide bimbe piccole: Vittorio invece una famiglia voleva crearla”, dice Di Maio, ricordando il carabiniere che si sarebbe dovuto sposare a giugno 2021.

Per onorare Luca Attanasio, Di Maio ricorda proprio le sue parole: “In Africa puoi sfidare problemi veri che qualche volta puoi risolvere. Il nostro ruolo è quello di aiutare gli italiani che vivono la loro vita al fianco dei congolesi”.

La ricostruzione dell’agguato

Nel corso del suo intervento il mInistro ha anche riportato quella che è, per ora, la dinamica ricostruita dalle forze dell’ordine e dalle autorità congolesi.

Secondo i dati finora conosciuti si sa che Attanasio sarebbe arrivato a Goma nella giornata di venerdì 19 e l’attacco sarebbe avvenuto alle 10.15 di lunedì, mentre il convoglio delle Nazioni Unite, al quale il diplomatico ed il carabiniere facente scorta si erano uniti, si muoveva nei pressi di una località chiamata “Tre Antenne”.

Gli aggressori sarebbero stati 6 e si sarebbero diretti facendo fuoco verso la prima vettura del convoglio.

Dopodiché gli attentatori avrebbero preso il personale Onu  e gli altri presenti e li avrebbe condotti nella boscaglia. Al contempo il trambusto e gli spari avrebbero allertato le forze armate congolesi ed i ranger del parco vicino, che si sarebbero subito mossi per fermare l’attacco. Una volta trovato il gruppo di ostaggio e aggressori, le forze congolesi avrebbero intimato questi ultimi di fermarsi, e a quel punto gli aggressori avrebbero sparato ad Attanasio e Iacovacci.

Smentite alcune notizie: nessun “fuoco amico” omicida

Smentiti dunque alcuni elementi finora emersi da alcuni organi di stampa: non ci sarebbe stata uccisione da parte di fuoco amico, né l’ambasciatore si sarebbe mosso senza scorta: Di maio ha fatto presente come l’ambasciata avesse sempre a disposizione vetture blindate ed agenti preparati per scortare il diplomatico.

Tuttavia, ha anche specificato che, aderendo ad una missione delle Nazioni Unite, “l’ambasciatore e il carabiniere si sono quindi affidati al protocollo delle Nazioni Unite (…) anche il percorso in auto si è organizzato nel quadro predisposto dalle Nazioni Unite”.

Le attività politiche e diplomatiche italiane in Congo

Il ministro Di Maio ha dunque specificato che ha richiesto immediatamente indagini approfondite e la risposta alle domande che le autorità italiane si stanno ponendo in questo momento.

D’altro canto, Di Maio non parla di frenare l’attività italiana nei territori congolesi: “L’Italia è presente e fa la sua parte. Ai nostri caduti dobbiamo la verità ma il miglior modo  per onorare il loro impegno è ora continuare a rafforzare l’attività in quei Paesi”.