Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci

Era programmato per le 23 di martedì sera l’arrivo dell’aereo adibito al trasporto delle salme dell’ambasciatore italiano in Congo, Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci. Entrambi sono stati uccisi in un agguato. L’aereo è decollato da Goma nel tardo pomeriggio è atterrato poco dopo le 11 di sera, ad attenderli la più alta rappresentanza governativa composta dal Presidente del Consiglio, due ministri e il comandante generale dell’arma dei carabinieri. Assente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a causa di un malessere; come comunicato dall’ufficio stampa del Quirinale infatti, il Capo dello Stato è stato colpito da un disturbo vestibolare che non gli ha permesso di presenziare all’arrivo delle salme.

Rientrate le salme di Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci

L’aereo è atterrato con diversi minuti di ritardo, alle 23.23, sulla pista, ad attenderli una delegazione composta dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, il ministro degli Esteri Di Maio e della Difesa Lorenzo Guerini e il comandante generale dell’Arma Teo Luzi. Le salme sono state anche accolte ed omaggiate da un picchetto d’onore di forze armate miste.

Sul volo di stato erano presenti anche i familiari delle vittime.

La bara contenente i resti di Vittorio Iacovacci è stata portata a spalla dai commilitoni.

La moglie e le figlie di Luca Attanasio sarebbero invece attese per la giornata di mercoledì. In tutta Italia le bandiere oggi erano a mezz’asta, oggi alla Camera applausi e un minuto di silenzio per onorare i caduti.

I funerali dell’ambasciatore si terranno giovedì a Roma alle 9.45 presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.

L’autopsia sui corpi

Le salme saranno trasferite presso l’istituto di Medicina Legale del Policlinico Gemelli per l’autopsia, domani sarà conferito l’incarico ai periti.

L’esame autoptico sarà di rilevante importanza per cercare di capire chi ha sparato. Tra i tanti misteri che ruotano intorno alla tragica morte dell’ambasciatore, del carabiniere e dell’autista, c’è infatti l’incertezza sulla matrice. L’identificazione delle armi sarà utile in tal senso, anche perché il principale indiziato, i ribelli Hutu, hanno negato ogni coinvolgimento puntando il dito contro le milizie congolesi.

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