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Dopo essere stato avvolto, ai suoi esordi, in un clima di incertezza e mancanza apparente di dati ufficiali, nelle ultime settimane il vaccino russo Sputnik V sembra raccogliere sempre più feedback positivi da parte di organi scientifici e istituzioni. L’ultimo studio a confermare la validità del vaccino russo è l’istituto Spallanzani di Roma, che in uno studio ha confermato quanto già dichiarato in precedenza da una ricerca pubblicata su The Lancet che confermava sia l’efficacia del prodotto che la validità delle caratteristiche del vaccino.

Sputnik V: cosa sta aspettando l’Ema

Sputnik V è uno dei vaccini che sono al vaglio dell’Ema, e che nei prossimi mesi potrebbero essere inseriti tra quelli disponibili in Europa per la lotta al Sars-Cov-2.

Per ora, a livello di controlli Ema, sembrano ancora esserci discrepanze tra quanto riferito dal Russian Direct investment Fund (che il vaccino lo ha finanziato e lo farebbe arrivare in Europa) e l’istituzione europea: il primo dice di aver spedito la documentazione necessaria al rolling review lo scorso 29 gennaio, mentre a Bruxelles dicono di non aver ricevuto la domanda.

Lo studio dello Spallanzani, come The Lancet, ha riportato feedback entusiastici in merito allo Sputnik, che avrebbe “un ottimo profilo di sicurezza a breve termine e così quelli di immunogenicità che sono comparabili a quelli di vaccini genetici già autorizzati per uso clinico”.

Rimane incerto invece tutto ciò che riguarda la “tecnologia utilizzata per lo sviluppo dei vettori virali e sulla genetica relativa al Dna trasportato dal vettore”, che non è chiara anche a posteriori dello studio.

In Italia sono già tanti i sostenitori dell’utilizzo dello Sputnik: tra questi ad esempio c’è Giuseppe Remuzzi, nefrologo e direttore dell’istituto Mario Negri, che a Il Corriere della Sera ha dichiarato: “Ne abbiamo bisogno, credo che i documenti arriveranno presto all’Ema.

L’efficacia di Sputnik sfiora il 94% e la sicurezza la vediamo con l’alto numero di vaccinati in tutto il mondo”.

Matteo Salvini sullo Sputnik: “Recuperiamo i ritardi”

Anche Matteo Salvini ha perorato la causa del vaccino russo che, nella penisola, è arrivato nella forma di 7500 dosi nella Repubblica di San Marino. Il Resto del Carlino ha riportato l’appello del leader della Lega: “Recuperiamo i ritardi e gli errori degli ultimi mesi, accettando la collaborazione di San Marino per ottenere dosi di vaccino (anche dalla Russia) per mettere in sicurezza un’intera zona d’Italia, migliaia di persone che lavorano nella Repubblica o ci vivono vicino”.