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Akes, la rivoluzione del rapper romano: il significato del suo ultimo album “Revolution”, un viaggio nel futuro track by track

Il rapper romano Akes entra nel vivo del suo ultimo album, Revolution, raccontandocelo traccia per traccia: un tour tra sonorità sperimentali e futuri distopici
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Una vera e propria “rivoluzione” quella dell’artista romano Akes che proprio così ha voluto chiamare il suo ultimo album, uscito lo scorso 21 gennaio. Un percorso tra le 9 tracce che raccontano la sua personale ribellione e che, musicalmente parlando, attingono sfumature dall’urban rap, radici del rapper, per protendersi sino ad una nuova rivisitazione dell’hip-hop. Desideroso di sperimentare strade ancora poco battute mescolandole ad una buona dose di distopia, quello di Akes è possibile definirlo un viaggio nel futuro, un domani prossimo, intimo e personale, proprio dell’artista.

Per The Social Post Akes si immola a traghettatore, Virgilio di se stesso errando nel suo ultimo album, Revolution, raccontandoci luci e ombre dei suoi 9 brani attraverso un vero e proprio track by track.

Revolution, il viaggio nel futuro di Akes

Ribellione ma anche e sopratutto stravolgimento dello stereotipo portato alla sua estremizzazione con un latente ma costante sguardo ad un futuro che non si limita ad essere il domani. Così Akes entra nel vivo dei suoi brani, entrando nei dettagli di genesi e significati di testo, musica, innovazioni, stravolgimenti.

Il track by track dell’artista alla luce dell’uscita del nuovo videoclip Errore 404.

Guarda il video:

IL track by track di Revolution, l’ultimo album di Akes

  • Revolution: “Volevo scrivere un pezzo che fosse diviso in due parti, passato e presente, delusione e ribellione nello stesso brano. Non l’avevo mai fatto e sognavo di stendere una canzone così da tempo, ho raccolto sufficienti esperienze e così ho deciso che quella doveva essere l’intro del nuovo album
  • Ribelle n°1: “Inizialmente Dr Wesh, produttore di questa traccia e di quasi tutto l’album, aveva confezionato un’ottima base, che però mancava di una “botta” iniziale. Dopo un confronto acceso con lui l’ho convinto ad aggiungere un ritornello spaccatimpani e ci ho strillato sopra le parole
  • Dejavu: “Il producer Alessandro Gemelli mi ha fatto sentire alcuni beat di prova, e tra questi c’era la traccia che poi sarebbe diventata “Dejavu”. Inizialmente avevo pensato a una struttura più corta ma poi Dj Baro dei Colle del Fomento mi ha suggerito di scambiare la prima strofa con la seconda e di ripetere il ritornello, ho pensato fosse un’ottima idea e ho seguito il consiglio
  • Loop: “Si tratta dell’unico pezzo del disco dove le linee vocali sono state inserire su una produzione dalle ricercate sonorità electro. La ragazza che compare nel videoclip incarna il simbolo della ribellione, una figura che ho pensato potesse rappresentare al meglio la mia visione

Errore 404, Akes: “Ho scritto il ritornello piangendo

  • Routine: “Ho pensato di comporre qualcosa su una giornata tipo nel sistema e svegliandomi ho trasposto le prime routine della mia giornata come lavandino, dentifricio, etc. Per la location del videoclip sono riuscito a trovare un vero ufficio situato nel posto più simile alle ambientazioni di Matrix che si protesse trovare nella Capitale: il quartiere Eur
    
  • Fuck the system: “Avevo intenzione di utilizzare una voce sintetica, simile a quella dei sistemi Google, qualcosa di rivoluzionario insomma. Quindi ho scaricato una app che crea voci computerizzate e ho inserito poi sulla base le parole. “Spegni il wifi” pronunciato da una macchina per me è il colmo“. Fuck the system si può dire sia un brano di forte denuncia, il più forte contenuto nell’ultimo album, di produzione “quasi house“. Nel mirino dell’artista vi sono i luoghi comuni, il senso diffuso e generale di omologazione e anche la mediocrità che imperversa i tempi correnti.
    
  • Equilibrium: “Il titolo originario doveva essere ‘Esco e rientro’, ed aveva un mood più festaiolo. Poi ho proposto al produttore Cirielli di poter rappare qualcosa di più profondo sui suoi beat. Ho deciso di affrontare l’argomento droghe, parlando anche del mio periodo più alcolico nei club, quando indossavo gli occhiali a cuore”. Base alienante e acida, al centro del brano la droga da intendersi come uno strumento di controllo sociale.
    
  • Errore 404: “Ho scritto il ritornello piangendo mentre guidavo alle due di notte con la base in sottofondo. È pensata per una persona in particolare, credo e spero che sia l’ultima traccia che le dedicherò“. Fa qui capolino una figura femminile di cui si serve il rapper per approfondire un tema molto attuale: il bisogno di amore in un contesto alienante e che tende all’isolamento delle anime.
    
  • Machine: “Per scrivere il testo ho steso i miei pensieri random, come se fossi un programma difettoso, ho messo in parole tutto quello che mi passava per la mente senza filtri. La produzione di Reizon poi ho completato il tutto inserendo delle splendide voci androidi“. Ultima traccia dell’album, è un vero e proprio monologo dell’artista che sintetica, da calcolatore, si perde in sé stesso per riscoprirsi nelle battute finali, più forte e umano.

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