mario draghi

Il Cdm nella giornata di venerdì, ovvero domani, valuterà l’adozione di eventuali nuove misure di contenimento per il Covid-19, intanto però molte regioni rischiano di passare presto in zona rossa, tra queste anche il Piemonte in cui l’indice Rt sale all’1,41. I dati della terza ondata stanno spingendo il Governo verso nuove azioni rapide, mentre ieri il sottosegretario della Salute Pierpaolo Sileri ha comunque escluso l’idea che un lockdown generalizzato per tutta Italia.

Covid: le regioni a rischio zona rossa

Mentre i cittadini attendono di capire quale saranno le nuove misure che il Governo deciderà di adottare, Piemonte, Veneto e Lombardia sono le regioni che rischiano la zona rossa.

Anche la situazione nel Lazio è da tenere sotto controllo, la regione infatti potrebbe andare verso la zona arancione. Il Tar, intanto, ha confermato la Basilicata in zona rossa. Domani arriveranno anche i dati del monitoraggio dell’Iss che porteranno poi ufficialmente le regioni italiane verso il cambio di colore.

La situazione in Piemonte, Veneto e Lombardia

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha già anticipato i dati della pandemia nella sua regione: “L’indice Rt in Piemonte è salito al 1.41.

Non abbiamo ancora il report, ma da Roma l’Iss ci ha anticipato il dato“. Stessa impressione anche per il presidente Luca Zaia che ha spiegato che il Veneto si trova “sul filo del rasoio tra arancione e rosso“. Non si discosta poi molto il discorso di Attilio Fontana, presidente della Lombardia: “Domani abbiamo una riunione con governo ma noi stiamo aspettando dalla cabina di regia i nostri dati per capire in che condizione ci troveremo. Lo dico chiaramente: ora noi stiamo soffrendo e c’è una tensione ospedaliera importante, con una diffusione più rapida rispetto alle altre ondate“.

La situazione nel Lazio

L’Unità di Crisi della Regione Lazio fa sapere che “Lo scenario è previsto in netto peggioramento, bisogna mantenere altissimo il livello di guardia.

Non è possibile concedersi nessuna distrazione, il virus con le sue varianti sta riprendendo vigore, la priorità è quella di interrompere ora la catena di trasmissione“, si legge nella nota riportata da AdnKronos.