Cronaca

Delitto di Garlasco, la Cassazione nega il ricorso ad Alberto Stasi: no ad un nuovo processo

Niente da fare per Alberto Stasi: la Cassazione ha negato la richiesta della difesa di una revisione del processo sul delitto di Garlasco, incentrato sulla morte di Chiara Poggi
Delitto Garlasco, Cassazione nega revisione ad Alberto Stasi

Capolinea per le speranze di Alberto Stasi di veder revisionato il processo che lo ha condannato per il delitto di Garlasco. La difesa di Stasi ha provato ad aprire uno spiraglio per Alberto Stasi, condannato a 16 anni per la morte di Chiara Poggi il 13 agosto 2007. Dopo la decisione contraria della Corte d’Appello, segue ora quella del massimo organo giuridico italiano.

Delitto Garlasco, no della Cassazione a Stasi

La notizia segue per l’appunto la decisione della Corte d’Appello di Brescia di non revisionare il processo a carico di Alberto Stasi.

La richiesta era stata rifiutata lo scorso ottobre 2020 e si basava sulla volontà de gli avvocati di sottoporre nuovi elementi, apparentemente mai valutati prima, ad una nuove Corte. L’intento chiaramente era ribaltare la sentenza di condanna a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, per il quale Stasi è stato ritenuto l’unico responsabile.

Repubblica riporta in queste ore che la Cassazione ha respinto il ricorso di Alberto Stasi e negato la revisione del processo. La Prima sezione penale della Corte Suprema, quindi, si allinea con la Corte d’Appello di Brescia e chiude le porte e le speranze a Stasi.

I legali della famiglia Poggi, riporta Adnkronos, hanno commentato così la decisione: “I numerosi tentativi di ribaltare l’esito del processo effettuati in questi anni non hanno avuto effetto. La decisione della Cassazione conferma ancora una volta la responsabilità di Alberto Stasi al di là di ogni ragionevole dubbio“.

Delitto di Garlasco: le fasi del processo

Quello di Chiara Poggi è uno dei delitti che più hanno segnato le pagine della cronaca nera italiana negli ultimi 20 anni. La vicenda si è conclusa, a livello processuale, con la condanna ad Alberto Stasi, ma l’iter non è stato lineare.

Il giovane oggi 37enne fu infatti inizialmente prosciolto in primo grado dal tribunale di Vigevano, nel 2009, ed assolto anche nel processo d’appello del 2011. Ad annullare tutto fu la Cassazione, che richiese un appello bis per il delitto di Garlasco, nel corso del quale venne analizzata una nuova perizia.

In questo nuovo processo del 2014 Stasi è stato ritenuto colpevole e condannato a 24 anni per omicidio volontario, poi ridotti a 16 per il rito abbreviato. La condanna è stata poi confermata anche in Cassazione nel 2015, nonostante la richiesta del Procuratore di annullarla.

Delitto Garlasco: la richiesta di revisione

La vicenda prosegue poi con la richiesta di revisione del processo alla Corte Europea, ma anche con l’apertura da parte della Procura di Milano di un’indagine che coinvolta una terza parte, oltre Alberto Stasi. Il filone si è chiuso con un nulla di fatto, ma negli ultimi tempi i legali di Stasi hanno avanzato richiesta forti di presunte nuove prove e analisi che porterebbero all’assoluzione dell’uomo. Contraria però la Corte d’Appello e, ora, anche la Cassazione.

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