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Decreto Sostegni, dal 30 marzo compilabili i moduli per ottenere gli aiuti: come presentare richiesta

L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato i moduli per la richiesta di ottenimento dei sostegni previsti dal nuovo decreto. Chi può accedervi, con quali requisiti e entro quando presentare domanda
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Dopo essere stato annunciato, il Decreto Sostegni è pronto a diventare operativo. A partire dal 30 marzo infatti sarà possibile presentare la domanda per l’ottenimento del contributo a fondo perduto. Il modulo di richiesta è già disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, insieme alle istruzioni per compilarlo in tempi rapidi.

Decreto Sostegni: approvazione da record

Lo scorso 19 marzo il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Dl Sostegni, confermando ufficialmente buona parte delle misure ipotizzate nelle ore precedenti all’incontro istituzionale.

Molti dei provvedimenti messi in atto puntano alla distribuzione di aiuti e ristori ad aziende e privati duramente colpiti dalla situazione di emergenza. Come osservato dall’Ansa il nuovo decreto porta con sé un vero e proprio record di tempistiche. In passato infatti, i precedenti decreti ristori sono stati approvati “salvo intese” e quindi mai prima di una settimana dall’iniziale momento di discussione della proposta.

La macchina amministrativa sembrerebbe essere intenzionata ad agire in tempi molto più rapidi questa volta.

Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha infatti già predisposto il provvedimento attuativo. Sul sito dell’ente sono scaricabili sin da ora moduli e istruzioni per richiede i sostegni.

La domanda: come e quando compilarla

A partire dal 30 marzo 2021 e fino al 28 maggio 2021, i soggetti interessati ad ottenere il bonus potranno compilare online l’apposito modulo di richiesta. Le domande potranno essere inviate anche tramite un intermediario, attraverso i canali telematici o sulla piattaforma web predisposta da Sogei e disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia attuerà le verifiche e i controlli necessari per ciascuna domanda ricevuta e invierà delle ricevute al soggetto richiedente.

In caso di esito positivo inoltre, l’ente si occuperà di comunicare tempestivamente il mandato di pagamento del contributo. Questo sarà visibile all’interno dell’area riservata “Fatture e Corrispettivi” presente sul portale.

Il contributo verrà inviato direttamente sul conto corrente indicato in fase di domanda o potrà essere utilizzato come credito d’imposta in compensazione, previa specifica richiesta.

Decreto sostegni: i requisiti necessari

Per potere accedere al Dl Sostegni, è necessario che i soggetti richiedenti rispettino 2 fondamentali requisiti.

Il primo riguarda l’ammontare di ricavi o compensi per l’anno 2019, che non deve aver superato i 10 milioni di euro. Il secondo criterio da soddisfare è invece relativo all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020. Questo infatti deve essere inferiore almeno per il 30% del totale medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019.

I soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019 possono accedere al contributo anche senza aver subito un netto calo di fatturato.

Rimane valido anche in questo caso il limite di ricavi o compensi di 10 milioni di euro.

Per agevolare la comprensione da parte dell’utenza, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione una guida online. Al suo interno sono presenti utili esempi e spiegazioni dettagliate delle varie clausole previste dalla misura.

Chi può accedere ai sostegni?

I sostegni messi a disposizione dal nuovo decreto possono essere richiesti da precise categorie di lavoratori. Il contributo è infatti destinato agli esercenti di attività d’impresa, arte e professione e di reddito agrario in possesso di partita Iva.

Questi devono inoltre risiedere o essere stabiliti all’interno del territorio nazionale e devono avere conseguito una quantità di ricavi e compensi inferiore ai 10 milioni di euro nel secondo periodo di imposta, precedente all’entrata in vigore del decreto.

Fra gli enti non commerciali che possono comunque richiedere il contributo vi sono inoltre le attività del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione allo svolgimento di attività commerciali.

I soggetti che hanno cessato la loro attività entro il 23 marzo o che hanno attivato la partita Iva in tempi successivi infine, non possono accedere ai ristori messi a disposizione dal decreto.

L’entità del contributo: un sistema a fasce

Come annunciato tramite il decreto, i contributi verranno distribuiti in base a una divisione dei richiedenti per fasce. La somma del sostegno ottenibile è determinata applicando una percentuale alla differenza fra l’ammontare medio mensile di fatturato e corrispettivi del 2020 a quello del 2019. La percentuale varia a seconda del tetto massimo dei ricavi dei soggetti richiedenti. 60% per chi nel 2019 non ha superato la soglia dei 100mila euro fra ricavi e compensi; 50% se i ricavi e i compensi del 2019 rientrano nella soglia dei 100mila fino ai 400mila euro . Per la soglia di ricavi per l’anno 2019 compresa fra 400mila euro e 1 milione, la percentuale ammonta a 40%. 30% è invece la percentuale da applicare alla fascia fra l’1 milione di euro e i 5 milioni. Percentuale di ristori pari allo 0% , se ricavi e compensi del 2019 superano la soglia di 5 milioni fino ai 10 milioni.

Alle persone fisiche è comunque garantito un contributo minimo non inferiore ai 1.000 euro. I soggetti diversi dalle persone fisiche potranno invece ottenere una somma minima di 2.000 euro. L’importo massimo riconosciuto non può comunque superare i 150.000 euro.

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