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Walter Chiari è stato uno dei volti più amati dello spettacolo italiano. Durante i lunghi anni della sua carriera ha collezionato grandi successi, ma anche di momenti critici. Fra alti e bassi, Chiari è sempre riuscito a conquistare il suo posto nel cuore del pubblico italiano e non solo. Ad accompagnarlo nel corso della sua lunga carriera vi sono state inoltre alcune fra le più belle donne dello spettacolo mondiale.

Walter Chiari: le origini e la famiglia

Walter Michele Armando Annichiarico nacque a Verona, l’8 marzo 1924 da genitori di origini pugliesi. Il padre era un brigadiere e quando Walter aveva solo 8 anni tutta la famiglia si trasferì a Milano.

Qui, appena 13enne, il futuro attore iniziò a inseguire una delle sue più grandi passioni: il pugilato. Nel 1939, prima ancora di compiere 16 anni, Walter diventò campione regionale nella categoria “pesi piuma”. Amante dello sport in generale, da ragazzo si cimentò anche nel tennis, diventò campione lombardo di bocce e raggiunse livelli agonistici nel nuoto.

I successi ottenuti nella carriera pugilistica lo portarono inizialmente a credere di poter trasformare questo primo grande amore in una vera e propria professione, ma presto il giovane si accorse che il destino aveva in serbo per lui altri progetti.

Abbandonati gli studi, Walter tentò la carriera come radiotecnico, ma lo licenziarono per aver rotto degli apparecchi. Assunto in seguito in banca perse nuovamente l’impiego, poiché sorpreso a fare imitazioni di Adolf Hitler in orario d’ufficio. Proprio in questa occasione gli suggerirono ironicamente di proseguire la sua carriera nella recitazione. Dopo aver prestato servizio militare, Walter si affacciò quasi per caso al mondo del teatro, comparendo in “Se ti bacia Lola”. Nel 1947 fu il momento dell’esordio cinematografico: per lui arrivò il primo “Nastro d’argento” come miglior attore esordiente.

Tra radio, cinema, tv e teatro: la carriera di Walter Chiari

Fra le primissime esperienze del giovane Chiari si ricorda anche un lavoro come conduttore radiofonico a Radio Fante, in compagnia di Ugo Tognazzi. Il noto ruolo di mattatore e dongiovanni gli venne affidato per la prima volta nel 1951, da Luchino Visconti che gli riservò una parte nel successo cinematografico Bellissima. Walter continuò nel frattempo a coltivare la sua passione per il teatro, recitando spesso in commedie e facendo la conoscenza dei colleghi Delia Scala, Sandra Mondaini, Alberto Bonucci, Renato Rascel.

L’irriverente ironia delle sue battute teatrali sembrò poi funzionare anche in televisione, dove Chiari propose molti sketch, compreso l’apprezzatissimo Sarchiapone. Nel 1968 condusse Canzonissima con Mina e Paolo Panelli. L’anno successo recitò come protagonista con la moglie Alida Chelli, uno sceneggiato in sei puntate, Geminus, un giallo-rosa . La sua carriera televisiva in Rai fu spesso resa difficile dalla sua tendenza a dilungarsi in discorsi molto lunghi, inadatti alle tempistiche televisive.

L’arresto e le difficoltà professionali

All’inizio degli anni Settanta lo arrestarono con l’accusa di consumo e spaccio di cocaina e rimase in carcere per 98 giorni.

In seguito, arrivò per lui un momento di apparente difficoltà professionale. Ignorato dalla Rai e dai produttori teatrali, Chiari venne però invitato dal Comune di Milano a tenere una serie di spettacoli per il capoluogo lombardo. Nel 1974 pubblicò il suo libro Quando spunta la luna a Walterchiari, da lui definito un “semiromanzo quasibiografico”.

In seguito per lui arrivarono solamente film minori e spettacoli in televisioni private locali. A cavallo fra gli anni ’70 e ’80 tornò in RAI. Qui, con Augusto Martelli condusse Una valigia tutta blu.

Nel 1981 fu nel cast di Fantastico.

Nell’estate del 1985 su di lui cadde nuovamente l’accusa di aver acquisito rilevanti partite di droga, ma viene prosciolto. Questo secondo momento di difficoltà, non scalfì nuovamente la sua carriera, sempre più ricca di successi fra televisione e teatro. Tornato in Rai nel 1986, Chiari abbracciò poi ancora una volta l’amato teatro nel 1988 a Torino.

L’addio televisivo e la morte

Riconquistati i consensi dei produttori cinematografici, televisivi e teatrali Walter Chiari condusse gli ultimi anni di vita collezionando successi e recitando in film e opere. La sua ultima apparizione televisiva rappresenta un emblematica sintesi della sua personalità. Ospite a Domenica Italiana nel novembre del 1991, infatti, l’attore concluse la trasmissione in pieno “stile Walter Chiari”. Insieme al conduttore Paolo Bonolis inscenò un’ironica gag: durante i titoli di coda, Chiari continuò a parlare senza arrestarsi, non cedendo agli ironici tentativi di interruzione del presentatore, facendo ridere tutto il pubblico presente.

Walter Chiari morì nella notte fra il 19 e il 20 dicembre del 1991, nella stanza dell’albergo della periferia di Milano, dove pernottava per assistere allo spettacolo teatrale dell’amico e collega Gino Bramieri. Venne trovato al mattino, seduto di fronte alla televisione ancora accesa, con addosso gli abiti della serata precedente. L’autopsia rivelò l’infarto miocardico come causa del decesso.

I tanti amori e il figlio Simone

Oltre che per la sua carriera d’attore, Chiari fece molto parlare di sé per via delle sue storie d’amore con donne famose dello spettacolo e non solo. Fra le conquiste riportare dai rotocalchi dell’epoca spuntano infatti i nomi di Elsa Martinelli, Lucia Bosé (a lungo sua fidanzata), Mina, la principessa Maria Gabriella di Savoia. Molto chiacchierato fu il suo flirt con Ava Gardner, di cui parlarono anche le riviste straniere, portandolo a ottenere un ingaggio a Broadway.

Nel 1970 Walter divenne padre di Simone, il figlio avuto con l’allora moglie Alida Chelli. Anche Simone è appassionato del mondo dello spettacolo, dove si è fatto conoscere al timone di programmi di successo come Italia’s Got Talent.

Recentemente Walter Chiari è stato citato da Tina Cipollari, che l’ha indicato come uno degli amori della dama Gemma Galgani. Secondo l’opinonista, la torinese sarebbe stata infatti amante dell’attore, versione dei fatti smentita dalla Galgani.