Cronaca

Mario Biondo non era solo la notte della morte: i risultati di una nuova perizia sul caso

Una nuova perizia sul caso di Mario Biondo potrebbe svoltare il caso: il cameraman forse non era solo la notte in cui è morto. I risultati della nuova indagine
mario biondo non era solo in casa quando è morto

La morte di Mario Biondo continua a restare un mistero, a quasi 8 anni di distanza. Nonostante le autopsie spagnole abbiano decretato che la morte del cameramen palermitano sia dovuta a suicidio, la Procura Generale italiana ha avocato il caso e permesso alla famiglia Biondo di effettuare nuove perizie che possano provare che no, Mario Biondo non si è ucciso. Secondo quanto riportato, ora queste analisi potrebbero dimostrare che l’uomo non era solo la notte in cui è morto.

Mario Biondo, una perizia può far svoltare il caso

Sono molti gli elementi poco chiari del caso di apparente suicidio di Mario Biondo.

Il giovane è morto la notte del 30 maggio 2013 a Madrid: è stato ritrovato impiccato ad una libreria a muro, con il collo stretto da una sciarpa. Le autorità spagnole hanno più volte dichiarato che si tratta di suicidio, e a simili condizioni è arrivata anche l’indagine della Procura di Palermo. Alla famiglia però è stato concesso altro tempo per accertamenti, spingendo un po’ più in là la data dell’archiviazione.

In questa fase, i genitori di Mario Biondo si sono affidati ad un team di consulenti legali italo-americani, Emme Team, per nuove indagini difensive.

In particolare, sono stati analizzati i dispositivi collegati a Mario Biondo attivi la notte della sua morte: i risultati, potrebbero – sperano i familiari – svoltare il caso.

Mario Biondo non era solo la notte in cui è morto?

Secondo quanto riportano i media siciliani, qualcosa è emerso da queste nuove indagini. Sembra infatti che Mario Biondo non fosse solo in casa la notte in cui è morto. Analizzando gli indirizzi IP e l’attività in rete di quelle ore, è stato scoperto che c’erano 2 smartphone attivi tra il 29 e il 30 maggio 2013, entrambi connessi alle pagine social del cameramen.

Uno smartphone era direttamente collegato al wi-fi dell’appartamento, mentre il secondo risulterebbe attivo vicino a casa.

Inoltre, entrambi i dispositivi sarebbero risultati attivi in casa di Mario Biondo il giorno dopo, verso le 19.00, quando in casa c’erano già le autorità e il suo corpo esanime era già stato scoperto.

Mario Biondo, mistero sulla morte e la carta di credito

Un altro dettaglio che sarebbe emerso, è che la carta di credito di Mario Biondo sarebbe stata utilizzata in un locale di Madrid, tra le 2.08 e le 2.53 della notte in cui si sarebbe suicidato.

Tutti elementi che dovrebbero aiutare a chiarire aspetti fondamentali per non far archiviare l’indagine sulla sua morte: forse c’era qualcuno in casa con lui.

Ne sono certi i genitori, che da anni sostengono che sia impossibile che il figlio sia morto suicida. Oltre alla personale conoscenza, i dubbi arrivano dalla postura del corpo ritenuta incompatibile con il suicidio, i possibili segni di strangolamento rilevati dai periti di famiglia e anche i sospetti nei confronti della moglie, Raquel Sanchez. L’interrogatorio della donna, conduttrice spagnola de L’Isola dei Famosi, sarebbe risultato incongruente in alcuni punti, tra cui il momento in cui la donna ha saputo della morte del marito.

Anni di misteri, ancora irrisolti, coi familiari a domandarsi quanto ancora sia lontano il momento della verità.

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