una donna viene sottoposta a vaccino

È Pfizer con il suo vaccino Comirnaty a far tirare un sospiro di sollievo all’Italia e all’Unione Europea nella difficile campagna vaccinale contro il coronavirus. Le altalenanti sorti dei vaccini AstraZeneca e Johnson & Johnson portato l’Europa a riporre le sue speranze sui vaccini a base di mRna prodotti da Pfizer-BioNTech e Moderna e proprio la prima dovrebbe far arrivare 50 milioni di dosi nel Vecchio Continente entro questo trimestre, anticipando le forniture. Per l’Italia sono previste 7 milioni di dosi in più entro giugno, che eviterebbero lo stop alla campagna vaccinale.

Pfizer, 50 milioni di dosi per l’Europa entro giugno

Come annunciato da Ursula von der Leyen, presidentessa della Commissione europea, un nuovo accordo è stato raggiunto con Pfizer-BioNTech per implementare le forniture del vaccino.

Da aprile ci sarà un’accelerazione nella consegna che dovrebbe portare 50 milioni di dosi entro il secondo trimestre dell’anno, con un aumento del 25%.

Il totale delle dosi del vaccino Pfizer all’Unione europea raggiungerebbe in questo caso le 250 milioni di dosi, e si stanno preparando negoziazioni con il colosso farmaceutico per un terzo contratto. “Prevederà la consegna di 1.8 miliardi di dosi addizionali di vaccino nel 2021-2021“, scrive von der Leyen su Twitter.

In Italia 6 milioni di dosi Pfizer entro giugno

Ad annunciare l’implementazione del vaccino Pfizer-BioNTech anche per l’Italia è il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario dell’emergenza. “Ho ricevuto una chiamata dal premier Draghi che mi ha comunicato l’arrivo per Europa in questo trimestre di 50 milioni di dosi Pfizer in più. Per l’Italia vuol dire oltre 670mila dosi in più ad aprile, 2 milioni e 150mila dosi in più a maggio e oltre 4 milioni di dosi in più a giugno“, ha dichiarato durante una visita ad Aosta,”Finalmente una bella notizia.

Il piano va avanti così come l’avevo strutturato, per questo sono davvero contento“. Sono intanto in fase di distribuzione le 1,5 milioni di dosi di vaccino Pfizer già arrivate in Italia, che verranno smistate nelle varie Regioni.

Lo stop del vaccino Johnson & Johnson

Una notizia che arriva dopo lo stop del vaccino Johnson & Johnson come reazione al fermo dell’FDA, l’agenzia statunitense per il controllo dei farmaci. La Food and Drug Administration sta valutando i presunti rischi dopo l’insorgere di 6 casi su 7 milioni di vaccinati di complicazioni dovute a coaguli del sangue.

I casi anche qui riguarderebbero donne sotto i 50 anni. La linea d’azione è stata seguita dall’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, che ha annunciato la valutazione su Johnson & Johnson entro la prossima settimana.

Un caso che ricorda da vicino quello di AstraZeneca, con cui ci sono alcune similitudini. Entrambi i vaccini sono a vettore virale, a differenza di Pfizer e Moderna basati invece su una molecola di mRna, l’RNA messaggero, come spiega Aifa.

La situazione di Johnson & Johnson e AstraZeneca in Italia

In Italia sono al momento 184mila le dosi di vaccino Johnson & Johnson bloccati all’aeroporto militare di Pratica di Mare, tenuti in 16 container frigorifero in grado di conservare i vaccini al massimo per 2 anni.

Probabilmente, come per AstraZeneca, il vaccino Janssen verrà somministrato agli over 60.

Dal 14 al 22 aprile, inoltre, dovrebbero arrivare altre 4,2 milioni di dosi Moderna e AstraZeneca. Nicola Magrini, direttore dll’Aifa, ha spiegato a Il Corriere della Sera che “L’obiettivo comune è che tutto si risolva in tempi brevi. È ovvio che stiamo riflettendo su come ripartire una volta che verrà dato il via libera“. Magrini confida inoltre che “La gente capirà che si tratta solo di un approfondimento.

È necessario per la tranquillità di tutti comprendere la causa e la natura di eventi che non conosciamo. È la prima volta che vacciniamo così rapidamente centinaia di milioni di persone“.

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