Politica

Roberto Formigoni riottiene il vitalizio da 7mila euro: la decisione della Commissione del Senato

Il Celeste riavrà il vitalizio d'oro che gli era stato tolto dopo la condanna definitiva per corruzione emanata nel 2019, e che lo condannava a una pena di 5 anni e 10 mesi
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Roberto Formigoni, alla fine, riavrà il suo vitalizio di circa 7mila euro al mese, (ri)diventando un pensionato d’oro, nonostante la sentenza di Cassazione a 5 anni e 10 mesi per corruzione emanata nel 2019, a seguito della quale aveva perso il suo privilegio.

A deciderlo è stata una commissione contenziosa del Senato: immediatamente dopo la decisione si è sollevato un mare di polemiche, sia a livello di opinione pubblica sia da parte di opposizione e membri dei partiti di maggioranza.

Roberto Formigoni: dagli yacht alla vita in metropolitana

Il Celeste, a quanto pare, potrà abbandonare la sua quotidianità fatta di metropolitana e sobrietà di mezzi, che “eroicamente” portava avanti ormai da diverso tempo, come lo stesso non mancava di sottolineare alla stampa quando ne aveva l’occasione.

La perdita dei privilegi economici dell’ex Presidente della Regione Lombardia era giunta al termine del cammino processuale che lo aveva visto accusato di corruzione per il caso Maugeri: per la vicenda Formigoni era passato dallo Yacht a una cella di Bollate (da febbraio a luglio 2019, quando la Cassazione aveva reso la condanna definitiva per 5 anni e 10 mesi (n primo e secondo grado le condanne erano state più pesanti, ma nel 2019 era entrata in gioco, in parte, la prescrizione).

Dopo alcuni mesi di detenzione, dato che il condannato era ultrasettantenne, i suoi legali avevano chiesto e ottenuto la detenzione domiciliare. 

Da quel momento, il Celeste si era ritrovato a guadagnarsi il pane, vistosi privato del vitalizio mensile e, soprattutto, degli appartamenti, dei beni di lusso e delle amicizie foriere di generose vacanze. Nel 2018, a Il Giornale, Formigoni raccontava: “Con grande fatica mi sono ributtato nel mondo del lavoro.

Oggi sono consulente di due gruppi imprenditoriali: uno cinese e uno arabo. Non guadagno molto, ma mi basta per vivere”.

Roberto Formigoni: perché la Commissione gli avrebbe ridato il vitalizio

Oggi, il “Formigoni del marciapiede”, che prendeva pubblici i mezzi all’ora di punta e parlava per strada con gli studenti, già non esiste più. La Connessione del senato, interpellata sulla decisione presa a favore dell’ex Presidente, ribadisce (come riporta Il Fatto Quotidiano, che ha raccolto sussurri di corridoio): “(il ripristino, ndr) è stato imposto dalla legge sul reddito di cittadinanza, voluta e votata proprio dal M5S”.

In più, chi parla sostiene che per l’articolo 18 bis, i trattamenti previdenziali (tra cui pensioni e vitalizi, per l’appunto) possono essere sospesi solo in caso di condannati per evasione, terrorismo o mafia.

Roberto Formigoni: la reazione dei politici M5S

Da più parti, la politica ha sollevato cori di protesta per la decisione della Commissione. “Gli italiani che ogni giorno lavorano e cercano di arrivare a fine mese ringraziano di cuore Caliendo, Pillon e Riccardi che hanno detto sì alla pensione/vitalizio per il condannato #Formigoni” scrive su twitter Paola Taverna, concludendo: “Una vergogna inaudita”.

Stefano Buffagni, deputato pentastellato, sempre su Twitter ha scritto: “Sapete chi lo ha deciso? La Commissione contenziosa al Senato dove solo 1 senatore su 5 è M5S. Che schifo!”.

Il Celeste risponde alle polemiche

Il Celeste non è rimasto in silenzio, ovviamente. Molte fonti stanno riportando le sue parole, di sdegno per lo sdegno: “Si deve chiedere a quei parlamentari, a quegli intellettuali e a quei commentatori che tanto si stracciano le vesti di fronte a una sentenza, se ritengano che lo stato di diritto sia ancora il baluardo contro gli abusi di qualsiasi potere a protezione della singola persona o se per qualcuno possa invece essere ripristinata una forma di condanna a morire di stenti”.

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