Roberto Formigoni

Roberto Formigoni e altre 4 persone, oltre alla stessa Fondazione Maugeri, è stato condannato in via solidale dalla Corte dei Conti al risarcimento di un danno erariale di quasi 47,5 milioni di euro a favore della Regione Lombardia di cui era presidente. La Corte ha riconosciuto l’esistenza di un “gravissimo sistema illecito di storno di denari pubblici a fini privati“, come si legge su Il Fatto Quotidiano.

Le condanne

La Corte dei Conti non ha condannato solo l’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, ma anche Umberto Maugeri e Costantino Passerino, ex vertici della Fondazione Maugeri, l’uomo d’affari Pierangelo Daccò e l’ex assessore regionale alla Sanità Antonio Simone.

La Procura aveva chiesto che venissero condannati al risarcimento di 60 milioni di euro, somma che è stata ridotta a quasi 47,5 milioni dalla Corte dei Conti che ha decretato il difetto di giurisdizione per uno dei soggetti coinvolti. L’ex governatore si trova agli arresti domiciliari, dopo aver scontato 5 mesi in carcere, in seguito alla condanna in via definitiva emessa dalla Cassazione a 5 anni e 10 mesi per corruzione e per la creazione di fondi neri dall’Ospedale San Raffaele e dalla Fondazione Maugeri.

Ora, il sequestro disposto dalla Procura a giugno del vitalizio, della pensione e di altri 5 milioni di euro – somma che avrebbe ricevuto per viaggi, vacanze, ecc. – dovrebbe convertirsi in pignoramento. Anche a tutti gli altri condannati erano state sequestrate ingenti somme di denaro che ora dovrebbero essere ugualmente oggetto di pignoramento.

Il “sistema illecito di storno di denari pubblici a fini privati

Stando a quanto si legge su Il Fatto Quotidiano, anche la Corte dei Conti avrebbe riconosciuto in Roberto Formigoni uno dei protagonisti di quello che è stato verificato essere un gravissimo sistema illecito di storno di denari pubblici a fini privati“.

Pare che la Corte abbia anche verificato come i fondi neri venissero traghettati grazie a una rete di società italiane ed estere ed erogati alla Fondazione Maugeri dalla Regione Lombardia in qualità di remunerazione per “funzioni non tariffabili” sanitarie.

Come riporta Adnkronos, le risorse finanziarie “anziché essere destinate a remunerare l’espletamento di funzioni di interesse pubblico, sono andate ad illecito profitto di alcuni soggetti compartecipi di un comprovato sodalizio criminoso, avente ad oggetto il mercimonio delle funzioni politico-amministrative, in un ambito, quale quello sanitario, particolarmente rilevante per l’interesse pubblico“.