Miguel Bosé, dal negazionismo sul Covid agli eccessi del passato:

Miguel Bosé, cantante, attore e ballerino spagnolo di 65 anni, è ricordato da tutti per la brillante carriera. In Italia raggiunse con la sua musica l’apice del successo tra gli anni ’70 e gli anni ’80. Recentemente ospite del programma spagnolo La sexta, si è lasciato andare ad una lunga intervista in cui ha rimarcato la sua posizione da negazionista nei confronti di Covid.

Il cantante ha anche poi raccontato numerosi dettagli sul suo passato di eccessi in cui si è avvicinato alle droghe ma ha parlato poi anche dell’ex compagno e del difficile rapporto col padre. Non sono mancate le critiche nei suoi riguardi.

Miguel Bosé: tra negazionismo e l’abuso di stupefacenti in passato

Dopo una brillante carriera e un successo clamoroso che l’ha portato a farsi conoscere in giro per tutto il mondo, Miguel Bosé torna a far parlare di sé. Ospite della trasmissione spagnola La sexta, l’attore ha a lungo chiacchierato con il giornalista Jordi Évole. L’intervista si è svolta senza mascherina, per volere del cantante che avrebbe insistito affinché entrambi la togliessero.

Miguel ha toccato tematiche delicate, tra cui la sua tossicodipendenza nel passato e il negazionismo nei confronti del Coronavirus.

Da subito Bosé ha dimostrato scetticismo nei confronti delle circostanze riguardo la morte di sua madre, deceduta proprio per Covid nel 2020. Il figlio non ha mai creduto fossero quelle le vere cause del decesso e oggi più che mai continua a sostenere la sua campagna anti-Covid, dichiarandosi apertamente negazionista.

La campagna negazionista: “Lo sono, lo dico a testa alta”

Nonostante la situazione drammatica e i 3 milioni di morti per il virus in tutto il mondo, Miguel Bosé porta avanti la sua battaglia anti-Covid sostenendo che la morte della madre Lucia non sia legata al virus. “Sono un negazionista e lo dico a testa alta – dichiara senza mezzi termini nell’intervista – Mia madre?

Non è stato il virus a ucciderla, ma qualcos’altro… se parlassi direi cose molto pericolose per chi doveva curarla“. Poi continua: “La verità non è nota, c’è un piano escogitato in modo che non si sappia“. Parole che destano sconcerto enfatizzate dall’assenza di mascherina che Bosé non ha voluto indossare durante l’intervista, invitando Jordi Évole a fare altrettanto. Per il cantante la pandemia sarebbe stata “progettata” a tavolino.

L’attacco sul web: “Consumavi droghe ma sospetti il ​​contenuto del vaccino

L’opinione sui vaccini ha scatenato grande sdegno sul web.

Il cantante sostiene infatti non siano la soluzione ma solo un metodo per decimare la popolazione. Il parere però è del tutto contrastante se si considera che per anni l’attore si è fatto portavoce nella lotta per la creazione di vaccini contro l’AIDS. Ad attaccarlo sul web ci pensano la youtuber Rocío Vidal e il giornalista Iñaki López.

Rocío critica da subito la teoria del vaccino “avvelenante” per dimezzare la popolazione, considerato che in molti paesi i primi ad essere stati vaccinati sono proprio i politici. Al tema legato al contenuto ignoto nei vaccini, controbatte: “Consumiamo cose che comportano molti più rischi” riferendosi al cibo spazzatura, alcol, fumo e ai medicinali che spesso si prendono con troppa leggerezza.

Anche Iñaki risponde duramente alle teorie negazioniste del cantante “Consumavi due grammi al giorno ma sospetti il ​​contenuto del vaccino“, commenta.

Miguel Bosé e l’abuso di droghe in passato: ogni giorno 2 grammi di cocaina

Ho iniziato a consumare stupefacenti dopo una delusione d’amore, negli anni ’80 e ho smesso completamente solo pochi anni fa…“, Miguel Bosé inizia così a raccontare il suo rapporto con le droghe.

Tutto sarebbe iniziato per una delusione amorosa. “Una sera chiamai alcuni amici e dissi loro: ho bisogno di fare festa. Ricordo il primo bicchiere, e poco dopo la prima striscia di coca. Gli effetti mi durarono una settimana“. Poi l’uso si inasprisce, conducendolo nel cupo tunnel della tossicodipendenza: “Da un giorno all’altro le droghe smettono di essere tue alleate e diventano il tuo nemico”. L’abuso era incontrollato: “Sono arrivato a consumare quasi due grammi di cocaina al giorno – ammette l’artista – oltre a fumare marijuana e a prendere pastiglie“. La situazione ha iniziato a migliorare solo 7 anni fa, dopo che il cantante è riuscito finalmente a disintossicarsi: “Ho avuto la forza di dire basta“, commenta.

La rottura con Nacho e la custodia dei figli

Miguel Bosé parla del rapporto burrascoso con l’ex compagno, lo scultore Nacho Palau. Dopo 26 anni insieme si sono lasciati nel 2018, iniziando una lunga lotta in tribunale per la custodia dei figli: 2 coppie di gemelli nati da maternità surrogata, Diego e Tadeo (figli di sangue del cantante) e i secondogeniti Ivo e Telmo (di Nacho). Attualmente tutti 4 risiedono con Miguel ma, generalmente, le coppie di gemelli vivono separate con il loro rispettivo padre biologico.

Una situazione complessa che ha pesato molto sulla salute del cantante, tanto da portargli problemi alla voce. “Ho cominciato a perdere la voce nel momento in cui la nostra relazione ha cominciato ad andare male. Poi continua, sottolineando lo sconforto per la rottura con il compagno: “Quando l’amore non esiste più e anche l’amicizia e la convivenza civile spariscono, quando tutto crolla… Nel mio caso per discrezione, responsabilità, anche per educazione, prima incassi tutto ma poi esplodi“.

Il rapporto burrascoso con il padre

Infine, il cantante racconta del rapporto con il padre: il torero Luis Miguel Dominguín, morto nel 1996. Nonostante il legame burrascoso, l’attore ha confidato di soffrire per la mancanza del padre. Già in passato lo aveva descritto come un padre spesso assente per lavoro. Un atteggiamento che Miguel cerca di non reiterare con i propri figli, mostrandosi presente nelle loro vite.

Nell’intervista racconta un episodio drammatico legato ad una battuta di caccia fatta in passato insieme al padre. Mi chiese di sparare a una cerva. Io sparai e la uccisi – ricorda il cantante – Al momento di strapparle le viscere… scoprimmo che la cerva portava in grembo un cucciolo“. Poi continua: “Io reagii malissimo, presi mio padre a pugni, gli urlai figlio di p… e me ne andai. Lui mi diede del codardo, ma io non mollai. Quel giorno papà capì che con me non sarebbe stato facile“.