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Il Senato ha approvato le comunicazioni sul Recovery Plan presentate dal premier Mario Draghi. Dopo aver incassato il sì alla Camera, il Governo si riconferma anche al Senato: procede quindi il lavoro per il PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per ripartire dopo l’emergenza Coronavirus.

Senato approva il PNRR: Fratelli d’Italia si astiene

La giornata alle Camere di Mario Draghi si chiude con un altro voto favorevole. Oggi era già stato alla Camera per presentare il Recovery Plan ormai noto come PNRR, il Piano che prevede 248 miliardi di euro divisi tra crescita del Sud, transizione ecologica e investimenti sulle nuove generazioni.

Alla Camera, Draghi ha ottenuto 442 voti a favore, 19 contrari e 51 astenuti, tra cui i deputati di Fratelli d’Italia.

In serata, è stata invece la volta del Senato per esprimersi sul Recovery Plan, dopo le comunicazioni e le relative repliche del premier Draghi. Anche qui però maggioranza schiacciante: le comunicazioni sul PNRR sono state approvate da 224 voti a favore, 16 contrari e 21 astenuti. Ora, il Recovery sarà presentato all’UE dopo un ultimo passaggio in Consiglio dei Ministri.

Senato e PNRR, la replica di Mario Draghi

Prima della votazione, Mario Draghi ha risposto agli interventi dei senatori, che hanno commentato o criticato il PNRR presentato a Palazzo Madama.

Draghi ha sottolineato che “Al centro del piano c’è l’Italia, con le sue straordinarie qualità e le sue ormai storiche fragilità, su cui credo che tutti siamo d’accordo“. Per il premier l’Italia non sarà più la stessa: “Pensate che l’Italia resti la stessa dopo? Il piano avrà effetti sia economiche che sociali“.

Quindi, ha puntato il dito contro i problemi maggiori del Paese: “Corruzione, stupidità, interessi costituiti continueranno ad essere i nostri nemici e sono certo saranno battuti“.

Non solo, per il premier il problema è anche l’inerzia istituzionale che ha portato ad una stratificazione di norme su norme negli ultimi 30 anni.

Recovery Plan non può essere una sconfitta: “A pagare il prezzo saremo noi

Uno dei passaggi più importanti della replica è stato quello sulla nascita del Recovery Plan: “Una scommessa collettiva in Europa sulla capacità di spendere ma soprattutto spendere bene il denaro e l’Italia è in prima fila. Saremo responsabili del successo o della perdita di questa scommessa“. Draghi, che ha negato di aver detto cose come “Garantisco io”, non nasconde l’importanza storica del momento: “La sconfitta su questo fronte è grave perché a pagare il prezzo saremo noi ma anche per il futuro dell’Europa perché non sarà più possibile convincere gli altri europei a fare una politica fiscale comune, a mettere i soldi insieme“.

Mario Draghi in Senato: la replica sul Sud Italia

Tra i punti toccati, anche quello della crescita del, che secondo. Draghi “non è stato discriminato: si potrà far meglio, rimediare a qualche mancanza, ma non c’è una discriminazione colpevole“. Poi ha aggiunto una frase destinata a sollevare polemiche: “La seconda lezione è che le risorse saranno sempre poche se uno non le usa“.

Non si è fatta attendere la risposta del governatore De Luca, che secondo quanto riportato da Adnkronos ha tirato un sospiro di sollievo ironico alla fine del discorso di Draghi: “Se fosse andato avanti per qualche altro minuto, avremmo appreso che il Sud deve restituire qualche centinaio di miliardi al resto del Paese“. Per De Luca, non si è menzionato il divario nella spesa storica, né analizzato la differenza tra territori e istituzioni. “Profondo disagio” è la sua reazione al discorso di Draghi.