Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere ucciso da due americani, la sentenza

Mario Cerciello Rega fu ucciso nella notte del 26 luglio 2019 mentre era con il collega Andrea Varriale. Entrambi erano disarmati e in abiti civili quando incontrarono i due ragazzi americani che hanno ucciso a sangue freddo il vicebrigadiere dei carabinieri.

È arrivata la sentenza di primo grado per Gabriel Natale Hjorth e Finnegan Lee Elder, i due cittadini statunitensi a processo per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. I due sono stati accusati di aver accoltellato più volte, fino ad ucciderlo.

Il pm aveva chiesto l’ergastolo e un mese di isolamento diurno per entrambi i ragazzi, mentre la difesa ha invocato la legittima difesa.

I giudici si sono riuniti per diverse ore prima di arrivare ad una decisione.

Gabriel Natale Hjorth e Finnegan Lee Elder colpevoli

Una sentenza arrivata dopo più di dieci ore di camera di consiglio, una riunione fiume proseguita senza sosta. In aula la vedova di Mario Cerciello Rega, vestita a lutto insieme ad altri famigliari; presenti anche quelli dei due imputati Gabriel Natale Hjorth e Finnegan Lee Elder.

I due ragazzi sono stati condannati all’ergastolo e al risarcimento in solido alle parti civili composta dalla vedova di Cerciello Rega, i famigliari, il ministero dell’interno, della difesa e l’Arma.

La delibera dopo più di 12 ore di camera di consiglio

La camera di consiglio si è riunita nella mattinata di mercoledì 5 maggio intorno alle 9.30 per deliberare su Gabriel Natale Hjorth e Finnegan Lee Elder, a processo per la morte del vice-brigadiere Mario Cerciello Rega. Una vicenda tragica, una notte difficile da ricostruire, ci sono volute circa 50 udienze e due anni tra indagini e ricostruzioni in tribunale per capire le esatte dinamiche della notte del 26 luglio 2019.

La sentenza è stata stabilita dalla Prima Corte di Assise sita nell’aula bunker del carcere di Rebibbia.

Le parole della pm Maria Sabina Calabretta

Nella sua requisitoria, tenuta lo scorso marzo, la pm Maria Sabina Calabretta è stata durissima: “È stato ucciso da due assassini. C’è stato il contributo e la consapevolezza piena di entrambi. E non deve accadere che venga ucciso di nuovo” si legge su La Stampa. Calabretta non ha dubbi, Mario Cerciello Rega è stato “Ammazzato per 70 euro e un grammo di cocaina.

Ogni scelta quella sera fu fatta insieme. È Natale che fa le telefonate, che tratta la dose di stupefacente. È lui che discute e chiede indietro 80 euro e un grammo di cocaina  – riporta ancora il quotidiano – Entrambi sono andati all’incontro pronti a tutto, anche allo scontro fisico, per raggiungere l’obiettivo che si erano prefissati”.

Quella subita da Mario Cerciello Rega è stata un’aggressione violenta e veloce, che non gli ha dato il tempo di reagire e difendersi, aveva ancora aggiunto la pm.

È stata un’aggressione, un attacco violento, micidiale, sproporzionato. Poco avrebbe potuto fare Cerciello per difendersi anche se fosse stato armato, ma non lo era. La finalità di quell’azione era unicamente uccidere. E la giovane età degli imputati e il fatto che siano incensurati, non tolgono gravità ai fatti”.

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