Economia

Rapporto Eurispes ed emergenza Covid: italiani sempre più poveri, persi 440.000 posti di lavoro

Allarme Eurispes sulle conseguenze del Covid: i dati della Banca d’Italia segnalano come “già nei primi mesi di emergenza sanitaria la metà delle famiglie italiane abbia subìto una riduzione nel reddito famigliare di circa il 15%”
Rapporto Eurispes ed emergenza Covid: italiani sempre più poveri, persi 440.000 posti di lavoro

L’allarme dell’Eurispes sulle conseguenze dell’epidemia di Covid: i dati della Banca d’Italia segnalano come “già nei primi mesi di emergenza sanitaria la metà delle famiglie italiane abbia subìto una riduzione nel reddito famigliare di circa il 15%”.

Rapporto Eurispes: italiani sempre più poveri

Sempre più poveri, dunque, con le disuguaglianze economiche esasperate dalla pandemia. I più colpiti sono i lavoratori indipendenti: quasi l’80% ha subìto un calo nel reddito.

Per il 36% degli indipendenti, questo calo rappresenta oltre la metà del reddito familiare. Nel 2020, l’Istat ha segnalato la perdita di 440.000 posti di lavoro di cui il 70% sono donne rimaste disoccupate o inattive.

Rapporto Eurispes: “Conseguenze del ristagno dell’economia

A margine dell’allarme lanciato dall’Eurispes arrivano le parole del presidente Gian Maria Fara che ribadisce, come riportato dall’AdnKronos: “Già prima della pandemia il nostro Paese soffriva le conseguenze del ristagno dell’economia e dell’inasprimento delle disuguaglianze sociali. L’Italia risulta ai primi posti in Europa per livelli di disuguaglianza di reddito, e si segnala per la bassissima mobilità sociale”.

Prima della pandemia, le stime ufficiali menzionavano 4,6 milioni di poveri e si trattava con ogni probabilità di un numero inferiore alla realtà.

Eurispes: gli italiani avvertono la crisi economica

L’Eurispes, nel Rapporto Italia 2020 presentato giovedì 13 maggio, evidenzia anche la percezione che hanno gli italiani dell’economia del nostro Paese. Il 79,5%, cioè 8 italiani su 10, percepiscono il peggioramento degli ultimi 12 mesi. Solo il 3,8% dichiara di avvertire un miglioramento, leggero o marcato.

Confrontando i dati con quelli dei 5 anni precedenti, si nota una netta inversione di tendenza. Dal 2016 infatti la percezione comune era di una generale stabilità nell’andamento della situazione economica. Da allora, inoltre, la percentuale di chi percepiva un miglioramento a livello economico non era mai scesa sotto il 12%, da confrontarsi con il 3,8% registrato quest’anno. Scorporando i dati in relazione alle aree geografiche, la percezione peggiore è manifestata dagli abitanti del Nord-Ovest.

Rapporto Eurispes: donne più contagiate dal Covid sul posto di lavoro

Un altro primato negativo che si tinge di rosa, dopo le quote di disoccupati, è la percentuale di contagi professionali.

Secondo l’Inail, in data 31 gennaio 2021 circa 70 contagi professionali ogni 100 erano stati denunciati da donne. La fascia di età che ha registrato più contagi è quella oltre i 49 anni (43,6% dei casi). L’età media dei contagi è 46 anni, mentre quella per i decessi è pari a 56 anni. Per quanto riguarda la distribuzione geografica delle denunce di contagi professionali effettuate da donne, la Lombardia è in testa con il 28,3%. A seguire, il Piemonte (15,4%), il Veneto (11,1%) e l’Emilia Romagna (8,5%).

Le tre province più interessate dagli infortuni femminili legati al Covid sono Milano (10,5% delle denunce nazionali), Torino (7,9%) e Roma (4,1%). I decessi femminili si sono registrati soprattutto in Lombardia (39,2%), Emilia-Romagna (15,2%) e Piemonte (8,9%). L’area lavorativa più soggetta ai decessi femminili provocati dal Covid è quella relativa alla sanità e all’assistenza sociale, con il 57,1% dei casi registrati. Le infermiere rappresentano la categoria più colpita, assieme alle fisioterapiste e alle assistenti socio-sanitarie.

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