Cronaca Italia

Strage di Capaci, Mattarella a Palermo ricorda Falcone e le vittime delle stragi: “O si sta contro la mafia o si è complici”

Sono passati 29 anni da quel drammatico 23 maggio 1992, e ancora restano dubbi e domande
Sergio Mattarella ricorda la strage di Capaci

Strage di Capaci, 29 anni dopo. Oggi a Palermo la commemorazione per la morte di Giovanni Falcone, della moglie, Francesca Morvillo e dei membri della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Tutti morti quel 23 maggio 1992, uccisi da una trappola fatta di 500kg di tritolo piazzato in autostrada.

Oggi a Palermo, nell’aula bunker all’interno del carcere Ucciardone, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ribadito l’importanza del restare vigili contro le mafie. Presenti anche il Presidente della Camera Roberto Fico, i ministri Lamorgese, Cartabia, Carfagna e Bianchi.

Strage di Capaci, le parole del Presidente Mattarella

Solenne, il Preisidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato la strage di Capaci, prima all’Ucciardone e poi presso i resti dell’auto del giudice Falcone, dove è rimasto ucciso insieme alla moglie Francesca Morvillo: “Nessuna zona grigia, nessuna omertà né tacita connivenza: o si sta contro la mafia o si è complici dei mafiosi. Non vi sono alternative” ha detto Mattarella.

L’onda di sdegno e di commozione generale, suscitata dopo i gravissimi attentati a Falcone e a Borsellino, il grido di dolore e di protesta che si è levato dagli italiani liberi e onesti è diventato movimento, passione, azione.

Hanno messo radici solide nella società. Con un lavorio paziente e incessante, hanno contribuito a spezzare le catene della paura, della reticenza, dell’ambiguità, del conformismo, del silenzio, della complicità” ha aggiunto.

Mattarella ricorda i giudici Falcone e Borsellino

Il Presidente della Repubblica Mattarella ha poi ricordato il lavoro dei giudici Falcone e Borsellino: “A figure di magistrati come Falcone e Borsellino la società civile guarda con riconoscenza.

Vi guarda come lezioni che consentono di nutrire fiducia nella giustizia amministrata in nome del popolo italiano. In direzione contraria sentimenti di contrapposizione, contese, divisioni, polemiche all’interno della Magistratura, minano il prestigio e l’autorevolezza dell’Ordine Giudiziario“.

Ribadendo anche l’importanza di fare chiarezza sulle loro morti, Mattarella ha aggiunto: “Vorrei ribadire qui, oggi, quanto già detto nel giugno 2019 al Csm e nel giugno 2020 al Quirinale: la credibilità della Magistratura e la sua capacità di riscuotere fiducia sono imprescindibili per il funzionamento del sistema costituzionale e per il positivo svolgimento della vita della Repubblica.

Gli strumenti a disposizione non mancano. Si prosegua, rapidamente e rigorosamente, a far luce su dubbi, ombre, sospetti su responsabilità. Si affrontino sollecitamente e in maniera incisiva i progetti di riforma nelle sedi cui questo compito è affidato dalla Costituzione.

(…) Falcone e Borsellino – erano due magistrati di grande valore e di altissima moralità. L’intelligenza e la capacità investigativa erano valorizzate e ingigantite da una coscienza limpida, un attaccamento ai valori della Costituzione, una fiducia sacrale nella legge e nella sua efficacia“.

Il Presidente Sergio Mattarella e l’auto di Giovanni Falcone e della strage di Capaci

Mattarella ha poi aggiunto, in riferimento ai giudici Falcone e Borsellino, che: “La mafia volle eliminarli non soltanto per la loro competenza nella lotta alla criminalità organizzata, per la loro efficienza, per la loro conoscenza dei metodi e delle prassi del crimine organizzato.Li assassinò anche perché erano simboli di legalità, intransigenza, coraggio, determinazione. Erano di stimolo e di esempio per tanti giovani colleghi magistrati e per i cittadini, che li amavano e riponevano in loro fiducia e speranza.

Sono rimasti modelli di stimolo e di esempio“.

Visitando i resti dell’auto dove il giudice Falcone e la moglie, Francesca Morvillo sono morti, il Presidente della Repubblica ha ribadito: “Sottolinea con quanto rimane di quell’auto, un rircordo che rimane fortemente nell’animo dei nostri concittadini“.

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