ambulanza e carabinieri

Il dolore dopo la strage di Ardea non si ferma: tre le vittime, due bimbi e un anziano uccisi a colpi di pistola. Un 35enne Andrea Pignani è poi morto suicida dopo aver consumato il triplice omicidio ed essersi barricato in casa. La madre di David e Daniel Fusinato, i fratellini di 5 e 10 anni morti, non può darsi pace.

Sparatoria ad Ardea, le parole della madre di David e Daniel

Non era il rumore dei petardi che si sente ogni tanto e neanche quello degli spari ai cinghiali. Sono arrivata lì ed erano in una pozza di sangue“, racconta la madre e rivela il Corriere della Sera. È lei la prima a correre fuori di casa dopo aver sentito gli spari.

Avevamo scelto questa villa per il loro bene, per permettergli di vivere al meglio la famiglia anche con il padre ai domiciliari. Il giardino, i viali tranquilli, il campo vicino per giocare. La possibilità di avere la nonna qui a fianco a darci una mano“, ripercorre ora, ripensando alle decisioni che l’hanno portata lì. “Mi hanno detto ‘arriviamo in tempo per il pranzo’ e invece non li ho più visti“, avrebbe ricordato ancora in queste ore.

Sparatoria ad Ardea: gli interrogativi e la polemica sui soccorsi

Dopo la tragedia è anche nata una polemica relativa ai soccorsi: “Ci sono voluti 40 minuti per vedere arrivare l’ambulanza, chi mi dice che i miei figli non si potevano salvare?

“. Stando a quanto riporta il Corriere, l’Ares avrebbe precisato le tempistiche dei soccorsi spiegando che “la prima telefonata al 112 è delle ore 10.57 e 32 secondi, che immediatamente è stata trasferita ai carabinieri perché erano segnalati spari, e al 118“. E ancora: “Ci siamo allertati inviando subito la prima ambulanza con medico a bordo, che è giunta sul posto esattamente dopo 11 minuti.

Dopo lo sgomento per la morte dei due bimbi, colpiti mentre giocavano e di un anziano che si trovava a passare in quella zona, in via degli Astri a Colle Romito, anche un altro interrogativo è venuto a galla: quello relativo all’arma.

Il legale dei genitori di David e Daniel Fusinato, l’avvocato Diamante Ceci, ha parlato all’AdnKronos: “Ci auguriamo che la Procura di Velletri faccia chiarezza su tutto, anche per quanto riguarda i soccorsi che secondo alcuni testimoni sarebbero arrivati dopo 40 minuti dalla sparatoria. Si chiarisca anche il ruolo della madre e della sorella di Pignani, perché l’uomo aveva la pistola del padre morto a novembre? Perché dopo avere minacciato la madre con un coltello, nel maggio scorso, è stato sottoposto ad un Tso e rilasciato dopo appena un giorno, mentre sembra che fosse stato disposto per quindici giorni”.