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Dopo l’ingerenza del Vaticano nella questione concernente il Ddl Zan, che ha sollevato proteste in vasti strati della società civile, è intervenuto in merito il presidente del Consiglio Mario Draghi. Il premier, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo, ha ribadito la laicità dello Stato e la libertà del Parlamento di discutere e legiferare scevro da condizionamenti “esteri” e di orientamento religioso.

Una presa di posizione forte è stata chiesta da parte dell’opinione pubblica alla politica, che si è trovata impreparata a difendere la legge bloccata in Commissione al Senato.

Il Ddl Zan contro discriminazioni e violenze per identità sessuali, disabilità, e orientamento sessuale, sta vedendo continui rinvii per la sua discussione e approvazione. E la richiesta di modifiche che si stanno sollevando dopo l’intervento del Vaticano da una parte dello spettro politico rischiano di affossarla definitivamente.

Ddl Zan, le parole di Draghi: “Italia uno Stato laico”

Alla Camera le comunicazioni di Draghi non potevano essere esenti dal dibattito sul Ddl Zan, dopo la nota ufficiale del Vaticano inviata all’ambasciata italiana che critica il disegno di legge contro l’omo-transfobia e che ipotizza violi il Concordato tra Italia e Santa Sede.

Dei parlamentari presenti, l’unico a chiedere al presidente un diretto intervento sulla questione è stato Nicola Fratoianni di Sinistra Italia.

Draghi ha risposto in merito alle polemiche: “Il nostro è uno Stato laico, quindi non è uno Stato confessionale, quindi il Parlamento è libero certamente di discutere e legiferare e non solo. Il nostro ordinamento contiene tutte le garanzie per assicurare che le leggi rispettino sempre i principi costituzionali e gli impegni internazionali“.

Draghi passa la palla al Parlamento

Nel corso del suo intervento, Draghi ha evidenziato come “vi sono i controlli di costituzionalità preventivi nelle competenti Commissioni parlamentari.

È di nuovo il Parlamento che per primo discute della costituzionalità“. Il premier continua ricordando una sentenza della Corte Costituzionale per cui “la laicità non è indifferenza dello Stato al fenomeno religioso, è tutela del pluralismo e delle diversità culturali“.

Alessandro Zan: “Legge pone l’Italia nell’Europa dei diritti”

Ha espresso soddisfazione per le parole del presidente del Consiglio Alessandro Zan, primo firmatario del disegno di legge.

Condivido le ottime parole del Presidente #Draghi sulla laicità del nostro Stato. Ora spetta al Senato senza ulteriori perdite di tempo approvare una legge che pone l’#Italia nell’Europa dei diritti, prendendo le distanze dal modello discriminatorio e vergognoso di #Orban“, ha twittato l’onorevole.

Il tweet di Alessandro Zan
Il tweet di Alessandro Zan

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La firma dell’Italia contro la legge anti-LGBTQ+ in Ungheria

Il presidente Draghi ha infine sottolineato come l’Italia si sia unita ad altri 16 Paesi dell’Unione Europea nell’iniziativa contro la legge anti-LGBTQ+ in Ungheria.

La dichiarazione comune indirizzata al presidente ungherese Viktor Orban esprime la “profonda preoccupazione per l’adozione da parte del Parlamento ungherese di emendamenti che discriminano le persone Lgbtq+ e violano il diritto alla libertà di espressione con il pretesto di proteggere i bambini“.

Insieme all’Italia, firmatari della dichiarazione sono Belgio, Spagna, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Estonia, Finlandia, Svezia, Lettonia, Grecia, Austria e Cipro.

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