Cronaca

Green Pass, il certificato verde diventa Europeo dal 1° luglio. Come si richiede e come riconoscere le truffe

Green Pass, tutto quello che c'è da sapere sul certificato verde europeo: che cos'è, chi può richiederlo e come evitare le truffe
il Green Pass, che cos'è e come evitare truffe

Il passaporto vaccinale, detto anche Green Pass, è in arrivo in tutta Europa ed entrerà in vigore dal 1° luglio. Sarà necessario per muoversi all’interno del proprio Stato di residenza e all’estero, e anche per presenziare a eventi pubblici. Ecco in che modo si può ottenere e come fare a difendersi dalle prime truffe online.

Green Pass, che cos’è il certificato verde e chi lo può avere

Il Green Pass è un documento, con validità a livello europeo, che consente di spostarsi in Italia e in tutta Europa senza restrizioni.

Dal 1° luglio entrerà in vigore il Green Pass europeo, che diventerà lo standard per tutti i Paesi dell’Unione Europea. Si tratterà di un QR code che fornirà, in caso di controllo da parte delle autorità, la certificazione dell’immunità al Covid. Per ottenerlo bisognerà soddisfare uno di questi 3 requisiti:

  • Aver ricevuto entrambe le dosi di vaccino contro il Covid. In questo caso sarà valido anche il “mix vaccinale”;
  • Essere guariti dal Covid. In tal caso il certificato di avvenuta guarigione e di fine del periodo di isolamento è rilasciato dalle Asl di competenza, dagli ospedali o dai medici di famiglia;
  • Aver effettuato un tampone molecolare da meno di 48 ore.

Green Pass, come si fa a richiederlo e quanto dura?

In Italia, il Green Pass permetterà di partecipare a eventi pubblici, accedere alle RSA e per muoversi sul territorio nazionale. Dal 28 giugno, la certificazione si può ottenere in 3 modi diversi:

  • Tramite il sito dedicato, dove sarà sufficiente registrarsi tramite tessera sanitaria o identità digitale (SPID o CIE);
  • Tramite richiesta da presentare al proprio medico di base, al pediatra o alla farmacia, utilizzando la propria tessera sanitaria;
  • Tramite App Io o la app Immuni.

Il QR code potrà essere stampato oppure mostrato tramite pc, smartphone e tablet. Il Green Pass vale fino a 9 mesi dopo il completamento del ciclo vaccinale, quindi dalla seconda dose.

Green Pass, come vengono tutelati i dati dei cittadini europei

Il Green Pass è supportato da un gateway europeo che abilita il certificato digitale, basato su un datacenter europeo Digit localizzato in Lussemburgo. Dopo un test su 22 Stati membri, a questo datacenter sono già connessi 10 Paesi UE, di cui 7 (Bulgaria, Cechia, Danimarca, Germania, Grecia, Croazia e Polonia) hanno già iniziato a produrre i certificati per i propri cittadini.

Questo gateway permette di verificare le caratteristiche di sicurezza dei QR code e, quindi, la loro autenticità. Inoltre, è garanzia che nessun dato personale viene scambiato o conservato. A livello nazionale, gli Stati dovranno implementare i software per l’emissione dei Green Pass, le applicazioni di riferimento per verificare i certificati e le app per i cittadini, per archiviare i propri dati.

Green Pass: il certificato verde è gratuito?

Il Green Pass sarà disponibile gratuitamente per tutti i cittadini europei che rispetteranno i requisiti per richiederlo, tuttavia i test per le persone non vaccinate non saranno gratuiti.

La Commissione Europea stanzierà però 100.000.000€ per acquistare test rapidi affidabili e di qualità per alcune categorie di persone, per esempio i lavoratori transfrontalieri. Da Roberto Speranza, recentemente ospite a Che Tempo che Fa, è arrivata la proposta di estendere la validità del Green Pass anche a Paesi extra UE, proposta che intende presentare “nel corso della riunione dei ministri della Salute che si terrà prossimamente e se troveremo il modo di condividere questo strumento possiamo aiutare la mobilità”.

È di questi ultimi giorni la truffa su Whatsapp con un falso link per scaricare il Green Pass, in cui viene richiesto l’inserimento di alcuni dati sensibili, tra cui quelli bancari. Le metodologie finora approvate per ottenere il Certificato verde in sicurezza sono quelle che passano attraverso canali istituzionali e verificati, mentre tutte le altre costituiscono un potenziale pericolo per i dati delle persone.

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